Sequestrato in casa, privato di contatti con l'esterno, le chiavi dell'appartamento e il telefonino confiscato. Unico momento in cui poteva lasciare l'abitazione, quando doveva andare a ritirare la pensione. Che doveva poi consegnare tutta al figlio, che la usava per comprare la droga. Un incubo durato un anno, sotto la costante minaccia di percosse e umiliazioni se avesse provato a ribellarsi. A salvare la vittima, un 62enne di Ponticelli, sono stati i carabinieri della stazione locale, avvisati della situazione da un familiare che si era accorto di quello che stava succedendo in quell'appartamento. All'arrivo nella casa i militari hanno trovato il figlio, 33 anni, già noto alle forze dell'ordine, in stato di agitazione.

Alla vista delle divise il ragazzo si è scagliato contro il padre, tentando di colpirlo con una testata. È stato bloccato e per lui è scattato l'arresto. Successivamente, in caserma, il 62enne è stato ascoltato e finalmente ha potuto raccontare tutto il tormento a cui era sottoposto, elencando i numerosi episodi che erano successi negli ultimi mesi, tutti legati alla necessità del ragazzo di comprare stupefacenti.

Era costretto a restare chiuso in casa, il figlio gli aveva preso il cellulare e le chiavi, in modo che non potesse contattare nessuno né potesse uscire. Da circa un anno era obbligato a dare tutta la pensione, che subito finiva nelle mani di qualche spacciatore; quando si era rifiutato era stato umiliato e picchiato. Per evitare che che dicesse a qualcuno di quelle vessazioni, il figlio lo minacciava continuamente. Accusato di maltrattamenti e di estorsione, il ragazzo è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale.