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"Siamo quelli che stanno a Somma". Così si erano presentati a un piccolo imprenditore di Somma Vesuviana. E, avevano aggiunto, "Devi pagare". Una estorsione, nel più classico degli stili, paventando ritorsioni da parte del clan che è egemone sulla zona. Questa volta, però, grazie alla denuncia, la storia ha un finale diverso: due arresti, con l'accusa di estorsione e rapina aggravati dal metodo mafioso. In carcere, in conclusione delle indagini, sono finiti Enrico Mirra e Luigi Mirra, destinatari di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Napoli, su richiesta della Dda, eseguita dai carabinieri della Stazione di Somma Vesuviana.

I due, hanno ricostruito i militari durante le indagini, avevano preso di mira l'imprenditore minacciandolo più volte e aggredendolo fisicamente per costringerlo a consegnare il denaro. Per identificare la coppia i carabinieri si sono avvalsi anche delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza installati nel luogo dove si era svolta parte dell'aggressione. La misura si colloca in un quadro di servizi messi in atto dall'Arma nel Vesuviano, volti a contrastare le attività dei clan che insistono sulla zona; in questo contesto si colloca anche uno degli indagati, Enrico Mirra, recentemente destinatario di una misura cautelare per tentato omicidio nei confronti di Antonio Amato, avvenuto il 7 settembre 2017.