Aveva trascorso una giornata a studiare all'Università Federico II di Napoli, dove frequentava la facoltà di Ingegneria aerospaziale. È scesa dal treno alla stazione di Casalnuovo, nel Napoletano, dove ad attenderla c'erano il padre e il fratello, che l'avrebbero riportata a casa, a Pomigliano d'Arco. Ma Simona Di Marzo, una ragazza di soli 21 anni, a casa non ci è mai arrivata: è stata travolta e uccisa da un treno mentre attraversava i binari. Una tragedia avvenuta proprio sotto gli occhi dei suoi famigliari: il padre è stato colto da un malore.

Un anno fa, in circostanze analoghe, morì Raffaella Ascione.

I soccorsi alla giovane studentessa sono stati inutili. Si dovrà adesso ricostruire la dinamica di quanto accaduto e anche, eventualmente, aprire una discussione sulla pericolosità dello scalo ferroviario di Casalnuovo: qui infatti, nel maggio del 2016, aveva perso la vita in circostanze analoghe la ventenne Raffaella Ascione, anche lei investita e uccisa da un treno.

Pomigliano piange la scomparsa di Simona.

Le indagini, le discussioni, non potranno però restituire Simona alla sua famiglia e ai suoi amici. Il profilo Facebook della ragazza restituisce l'immagine di una ragazza riflessiva e determinata, ma amante anche del divertimento: tra le tante foto anche una con Simone Ruzzo dei The Jackal durante un party in maschera. Tutta la comunità di Pomigliano d'Arco è sconvolta dalla tragedia improvvisa. Il consigliere comunale dei Cinque stelle, Dario De Falco, questa mattina ha scritto: "Ho appena appreso la triste notizia della tragica morte di Simona Di Marzo, una giovane ragazza di 21 anni di Pomigliano d'Arco. Nel dolore di questo giorno, mi unisco alla sofferenza della famiglia e dei suoi affetti con un profondo abbraccio. Questo dramma non lascia nessuno indifferente nella nostra comunità".