Per superare il test di Medicina si dovevano pagare 1.500 euro, per lavorare all'Inps, al Policlinico, al Cardarelli o al Monaldi c'era da seguire un corso di formazione da 7mila euro, per essere assunti in una università del centro Italia, invece, bastavano 2mila o 3mila euro, che sarebbero arrivati a chi di dovere tramite un cappellano militare. È parte del "tariffario" che veniva applicato, secondo le indagini, dal gruppo che prometteva il superamento degli esami o l'assunzione in enti pubblici e ospedali in cambio di denaro.

La circostanza emerge dall'ordinanza che ha portato in manette un poliziotto in pensione e un ex dipendente della Federico II, il particolare viene riportato da Il Mattino. L'inchiesta si divide in due filoni: tra gli indagati, c'è chi è accusato di intascare denaro raggirando i candidati, non potendo effettivamente mantenere le promesse, e chi invece riusciva realmente a manomettere attestati di esame e di laurea nella facoltà di Giurisprudenza.

L'ex dipendente della Federico II, accusato di vari episodi di millantato credito, avrebbe promesso a un poliziotto e a un carabiniere, genitori di due ragazzi che volevano passare il test a numero chiuso per la facoltà di Medicina e Chirurgia, il superamento della prova in cambio di 1500 euro; successivamente avrebbe contattato dei dirigenti della Federico II. In questa vicenda avrebbe avuto un ruolo anche l'ex poliziotto, che è invece accusato di accesso abusivo alle banche dati delle forze dell'ordine; l'uomo è stato ascoltato durante un servizio di appostamento mentre parla con un collega e menziona il tariffario all'esterno del bar della Procura di Napoli. L'ex dipendente avrebbe inoltre contraffatto il certificato di superamento di un esame di laurea in Economia Aziendale e, insieme a un altro indagato, avrebbe manomesso una certificazione di laurea semplice.