Il video comincia con una veloce panoramica della stanza. Immancabile musica neomelodica di sottofondo, con testo a tema più che eloquente: "mi sento più forte quando sento che là fuori ci sei tu. Se sono carcerato è stato per una scelta di vita, un altro po' ancora e tutta la pena ho scontato, dalla mattina alla sera voglio stare nelle tue braccia carnali, voglio tornare ad amarci".

Le immagini mostrano poi il corridoio, un uomo che saluta dalla stanza di fronte, e infine un'altra persona che tranquillamente è al telefono. Scene di vita quotidiana, tutto normale se non fosse che sono state girate in un carcere. Precisamente, in quello di Avellino. Il video è stato pubblicato nei giorni scorsi su TikTok, il social network basato sulla condivisione di video che da qualche mese è diventato molto popolare specialmente tra i più giovani. Da lì è stato condiviso, scaricato e ricondiviso centinaia di volte, arrivando sui telefonini anche su WhatsApp. E arrivando, chiaramente, anche alle forze dell'ordine.

La Polizia Penitenziaria, riconosciute quelle scene, ha avviato le indagini per risalire al luogo in cui erano state girate. È stato quindi individuato il carcere di Avellino e, una volta riconosciute anche le celle riprese, è scattato il blitz. Alle prime ore dell'alba, segnala il segretario nazionale per la Campania del sindacato Sappe, Emilio Fattorello, gli agenti hanno perquisito i locali dell'Alta Sicurezza e hanno trovato uno smartphone e tre cellulari, questi ultimi nascosti in un barattolo di passata di pomodori insieme a del riso per simulare il peso del prodotto confezionato.

"Da queste immagini trapela l'arroganza e la sicurezza di impunità – commenta Fattorello – parliamo di una sezione di Alta Sicurezza che ospita anche detenuti della criminalità organizzata campana. Grande apprezzamento della Segreteria Nazionale SAPPE per la Campania va al personale della Polizia Penitenziaria di Avellino che con spiccata sagacia e elevata professionalità ha interrotto una attività illecita in Istituto”.

Donato Capece, segretario generale del sindacato, ricorda che "sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo. Ma va previsto anche uno specifico intervento legislativo che punisca severamente coloro che detengono telefoni cellulari in carcere, prevedendolo come reato".