Gli Scavi di Cuma
in foto: Gli Scavi di Cuma

La Campania è piena di siti archeologici di straordinaria bellezza che, anche a distanza di migliaia di anni, continuano a regalare sorprese. È il caso, ad esempio, degli Scavi di Pompei ed Ercolano, teatro di continui ritrovamenti, ma è il caso anche, ultimo in ordine di tempo, degli Scavi di Cuma, a Pozzuoli, nella provincia di Napoli, dove è stata scoperta la tomba del vescovo Aurelio. Risalente al VI-VII secolo, sulla tomba è stata rinvenuta una croce e una iscrizione ancora chiara e leggibile: "Ego Aurelius", seguita dalla sigla "Eps", che sta per "Episcopus". Che, tradotto dal latino, vuol dire "Io, Aurelio, Vescovo". La scoperta è stata effettuata dall'equipe del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli, 32 studenti di Archeologia e Architettura guidati dal professor Carlo Rescigno.

La tomba del vescovo Aurelio è stata scoperta sul terrazzamento più alto degli Scavi di Cuma – che rientrano nel Parco Archeologico dei Campi Flegrei – nel settore H, nel cosiddetto Tempio di Giove. O almeno, così si pensava prima che proprio l'equipe del professor Rescigno scoprisse che, in realtà, quel tempio non era dedicato a Giove, bensì ad Apollo. Nelle profondità degli Scavi di Cuma, fiorente porto del Mediterraneo in epoca romana, sono testimoniati, come ha dichiarato Rescigno a Repubblica, venti secoli di storia della città, dall'epoca greca a quella medievale.