Quel pulsante rosso, fissato su un mobile nell'androne, era parte integrante del sistema di sicurezza. Accoppiato alle telecamere di sorveglianza serviva a proteggere la piazza di spaccio, tenendo fuori le forze dell'ordine: era collegato all'impianto dei citofoni, bastava premerlo per bloccare tutti i contatti e renderli inutilizzabili, in modo che nessuno potesse rispondere e, soprattutto, aprire il cancello. Così lui era al sicuro, ma gli altri residenti, che con la droga niente avevano a che fare, restavano senza citofono.

Il sistema è stato scoperto dai carabinieri della tenenza di Caivano, in provincia di Napoli, durante un blitz in un palazzo del rione Iacp. Guidati dalle indagini verso l'abitazione di Giosuè Maione, 24enne già noto alle forze dell'ordine, i militari avevano avviato gli appostamenti per trovare un modo per entrare. Tutto intorno la zona era protetta da telecamere di sorveglianza, chiaramente abusive, che inquadravano la strada e soprattutto i viali che portavano all'ingresso dell'edificio. Ad ulteriore protezione c'era il pulsantino, che veniva attivato alla vista delle forze dell'ordine: anche nel caso i militari avessero citofonato agli altri condomini per farsi aprire, nessuno avrebbe potuto rispondere.

I carabinieri, però, sono riusciti ad accedere ugualmente all'interno dello stabile, bloccando Maione prima che riuscisse a disfarsi della droga. In tasca aveva due buste, una con dosi bianche e l'altra con sacchettini con nastro colorato; complessivamente sono state sequestrate 95 dosi di stupefacente, tra cocaina e crack, e 40 euro in contanti. Con la successiva ispezione è stato scoperto il sistema di sorveglianza e il pulsante. Il ragazzo, arrestato, è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale in attesa del processo.