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Omicidio di Emanuele Sibillo, baby boss della paranza dei bambini di Forcella

Il 2 luglio 2015 il giovane boss Emanuele Sibillo, è stato ucciso, colpito alla schiena in via Oronzio Costa, poco distante il rione Forcella, cuore del centro storico di Napoli. Portato al Loreto Mare, è morto poco dopo. Si tratta di un omicidio eccellente: Sibillo era il reggente della cosiddetta ‘paranza dei bambini’ che controlla lo spaccio della droga nei vicoli del centro. Si aggrava dunque la faida che sta lasciando a terra numerosi cadaveri in questi mesi. Alcuni giorni fa, nella stessa strada tre giovani sono rimasti coinvolti in una sparatoria.
A cura di Redazione Napoli
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Il baby boss Emanuele Sibillo, ucciso nel 2017 a 20 anni
Il baby boss Emanuele Sibillo, ucciso nel 2017 a 20 anni

Omicidio nel cuore di Napoli, il  2 luglio 2015: ucciso Emanuele Sibillo, baby boss della paranza dei bambini di Forcella.  Vent'anni e già al comando di un gruppo criminale, Emanuele Sibillo, è stato ammazzato poco distante la zona di Forcella, in via Oronzio Costa, nell'enclave del suo clan. Il giovane  era latitante da alcune settimane. È stato colpito alla schiena, una azione che fa pensare a quella di un vero e proprio cecchino. Portato al Loreto Mare, è morto nel tragitto. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato rilievi che hanno rinvenuto 13 bossoli di 3 calibri diversi. Al momento dell'omicidio di camorra non ci sarebbero stati testimoni. Sibillo era ricercato dal 9 giugno 2015, quando fu eseguita un'operazione della Polizia di stato a Forcella e dovette scappare per sfuggire alla sicura carcerazione.

L'omicidio, ritenuto ‘eccellente' di Sibillo, che sicuramente determinerà nuovi strascichi criminali nella faida del centro segue di pochi giorni un ferimento avvenuto nella stessa strada di Forcella, nella notte tra il 28 e il 29. Tre ragazzi tra i 17 e i 18 anni vennero feriti a colpi di pistola in circostanze che sono ancora oggetto di accertamenti. Poche ore prima del delitto, nella stessa strada sono stati uditi degli spari. Alcuni colpi hanno raggiunto la veranda di un'abitazione posta al primo piano di un palazzo. Nessuno è rimasto ferito. La polizia indaga ovviamente per stabilire quale sia la connessione tra i fatti e la sanguinosa lotta per il controllo dello spaccio di droga da parte dei clan nella zona del centro storico, roccaforte di alcune storiche famiglie della camorra napoletana che oggi, in carcere o uccisi gli storici capi criminali, si sono affidati a giovanissimi e spietati eredi.

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