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Sarebbe intervenuto per vendicare il figlio medico dopo un'aggressione, portando con sé una pistola legalmente detenuta e gambizzando la persona con cui aveva litigato, e sarebbe rimasto ferito anche lui in una successiva colluttazione col figlio dell'uomo a cui aveva sparato. È la ricostruzione dei carabinieri sul litigio a colpi di pistola avvenuto ieri, 21 ottobre, davanti all'ospedale di Cava de' Tirreni (Salerno); l'uomo ritenuto responsabile, padre di un medico che ieri era in servizio nell'ospedale, è stato arrestato in flagranza per porto abusivo di arma comune da sparo e lesioni aggravate.

Secondo quanto appurato dai militari del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore (Salerno), guidati dal colonnello Rosario Di Gangi, l'uomo era intervenuto in ospedale dopo aver saputo che il figlio aveva litigato col parente di un ricoverato; motivo della discussione era stata la pretesa, da parte del familiare del paziente, di restare in corsia per assistere agli accertamenti medici senza averne il diritto; di fronte al diniego, il medico era stato aggredito prima verbalmente e poi fisicamente. Il padre era arrivato poco dopo, il litigio sfociato in sparatoria è avvenuto nel piazzale davanti al Pronto Soccorso; l'uomo ha estratto il revolver, che è risultato legalmente detenuto ma portato fuori casa abusivamente, e ha sparato almeno due colpi, centrando l'altro alle gambe.

Il figlio del ferito lo ha inseguito, riuscendo a bloccarlo in una traversa attigua; ne è nata una seconda colluttazione, durante la quale il padre del medico è stato colpito da un proiettile esploso dalla sua stessa arma, che gli ha provocato una ferita giudicata guaribile in 60 giorni. Il figlio dell'uomo ferito, anche lui denunciato per lesioni aggravate, ha riportato invece una prognosi di trenta giorni. Le indagini sono in corso per ricostruire nei dettagli l'episodio, con particolare attenzione alla dinamica del secondo ferimento.