La sentenza dovrebbe essere pronunciata prima dell'inizio dell'estate e, in attesa del giudizio finale, il pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha chiesto una condanna a 14 anni di reclusione per Giuseppe Troncone, attualmente 21enne, figlio del boss Vitale, a capo dell'omonimo clan camorristico di Fuorigrotta, quartiere della periferia occidentale del capoluogo campano. Giuseppe Troncone, la notte tra il 18 e il 19 novembre del 2017, sparò tra la folla dei cosiddetti baretti di Chiaia, luogo della movida di Napoli nel quale si radunano molti giovani e giovanissimi, ferendo quasi mortalmente un rivale, appartenente al clan Formicola di San Giovanni a Teduccio (Napoli Est) e colpito soltanto lievemente altri due giovani della stessa comitiva. Il 21enne si trova attualmente in carcere: per i fatti di quella notte sono a processo anche esponenti dell'altro gruppo, davanti al Tribunale per i Minori di Napoli.

Troncone junior fu arrestato alla fine del novembre del 2017 dagli uomini della Squadra Mobile di Napoli, al termine di serrate indagini sui fatti di sangue di Chiaia. La notte tra il 18 e il 19 novembre precedente, Giuseppe Troncone si trovava in compagnia di alcuni amici nella zona dei cosiddetti baretti, il dedalo di vicoli tra via Bisignano e via Carlo Poerio, quando scoppiò una rissa a colpi di bastoni e coltelli con alcuni ragazzi appartenenti al clan Formicola.

Al culmine della lite, Troncone junior sparò alcuni di pistola in direzione del rivale, un ragazzo di 19 anni, colpendolo all'addome e riducendolo in fin di vita. Dai proiettili furono colpiti di striscio anche altri tre ragazzi, mentre altrettanti giovani rimasero feriti durante la rissa.