Indicavano ai boss le imprese edili da torchiare con il pizzo. La Squadra Mobile della Questura di Caserta ha notificato quattro arresti ad altrettanti imprenditori del settore di calcestruzzi del Casertano, di cui uno già in carcere, ritenuti dagli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli contigui al clan Belforte di Marcianise, in provincia di Caserta. I quattro titolari delle aziende sono accusati di concorso esterno in associazione camorristica ed estorsione aggravata dalla metodo mafioso.
I quattro, che avrebbero preso parte attivamente al giro di racket come intermediari e collettori di tangenti, in cambio della loro collaborazione venivano dispensati dal pagamento del pizzo dal clan e venivano "consigliati" come fornitori alle altre vittime di estorsione. Per giustificare il pagamento delle tangenti, gli indagati emettevano fatture per operazioni mai avvenute intestate delle ditte delle vittime, gonfiando i costi delle forniture di calcestruzzo.

Le indagini della Polizia di Stato si sono concentrare su quattro episodi di estorsione ad opera degli emissari dei Belforte. Uno di questi riguardava una delle ditte appaltatrici coinvolte nella la realizzazione del "Centro Commerciale Campania" di Marcianise, costretta a pagare una tangente di 450mila euro. Soldi che andarono nelle casse del clan Belforte e della fazione Zagaria del clan dei Casalesi. I titolari della ditta furono anche obbligati a concedere diverse opere in subappalto alle aziende della camorra.
Nel corso delle indagini gli investigatori sono venuti a conoscenza delle pressioni esercitate su un imprenditore di Caserta impegnato nella realizzazione di un complesso residenziale di 24 appartamenti a Napoli e nella costruzione di quattro capannoni industriali a Maddaloni, in provincia di Caserta.