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Fase 3 Campania, a Napoli file in Stazione centrale: “Non c’è il termoscanner”

A partire da oggi, 3 giugno, dopo quasi tre mesi sono consentiti nuovamente gli spostamenti tra regioni. Alla Stazione Centrale di Napoli, chi parte e chi arriva è diviso in due distinti percorsi, mentre operatori misurano la temperatura corporea con i termometri a distanza. Divisa l’utenza: molti si sentono rassicurati, ma altri lamentano la mancanza di termoscanner automatico e la misurazione della temperatura manuale, con il conseguente formarsi di troppe file.
A cura di Valerio Papadia
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3 giugno, controlli in stazione / foto P. Pace
3 giugno, controlli in stazione / foto P. Pace
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La tanto paventata normalità, o quasi, spesso da alcuni anche temuta per il pericolo di una nuova impennata dei contagi, è arrivata: da oggi, mercoledì 3 giugno, anche in Campania, come nel resto d'Italia, sono nuovamente consentiti gli spostamenti tra regioni. Molti italiani che vivono, studiano e lavorano in altre regioni e che sono stati prudenti, evitando di tornare dalle proprie famiglie, da oggi possono farlo senza riserve. Come ha potuto verificare Fanpage.it, alla Stazione Centrale di Napoli sono rigidi i controlli: due file distinte e separate, con tanto di percorsi indicati da frecce e nastro di delimitazione, distinguono i passeggeri in partenza da quelli che arrivano. Inoltre, operatori misurano la temperatura corporea delle persone presenti nello scalo ferroviario partenopeo con i termometri a distanza. Tutti i passeggeri sono dunque d'accordo su una cosa: almeno da quello che hanno potuto constatare nel loro percorso, soltanto a Napoli si sono imbattuti in tutti questi controlli e in questa rigorosa organizzazione.

Proprio sui controlli, però, l'utenza che questa mattina si è trovata a transitare per la stazione in piazza Garibaldi si divide: molti si sono sentiti rassicurati dalla rigidità dei controlli. Altri, però, li hanno trovati eccessivi: le loro rimostranze si concentrano soprattutto sulla modalità della misurazione della temperatura, che a Napoli come detto viene eseguita manualmente, da operatori dotati di termometri a distanza, che richiede più tempo e contribuisce alla formazione di code. Alcuni suggeriscono che si sarebbe potuto utilizzare il termoscanner automatico, come quello adottato ad esempio alla stazione Termini di Roma.

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