«Stamm tt fox nterr Merg cu e frat fidat». Prendete un napoletano 30-40enne e ripetetegli questa frase. Non capirà nulla. Il motivo è semplice: non si tratta di ‘semplice' dialetto napoletano ma di slang ultragiovanile. Parole o meglio, pezzi di parole sempre più simili ai discorsi-spezzatino tipici di Whatsapp dove ormai si privilegia sempre più l'audio e il testo dev'essere sinonimo di brevità.

Antefatto: Andrea Rossi, napoletano, con il suo canale Youtube ‘Alici come prima‘ è uno dei più intelligenti e spassosi videomaker napoletani emergenti. Da qualche tempo va per locali e discoteche di Napoli e provincia e prova, tra lo sfottò e il caos tipico della movida partenopea a indagare un po' su come se la passano i ragazzi. Il risultato, come sempre in questi casi, è degno di attenzione.

Ebbene, in uno dei suoi ultimi video, l'ennesimo blitz in un locale partenopeo, Rossi si è imbattuto in una terminologia curiosissima. Uno dei ragazzi se n'è uscito con :«Stamm ‘tt fox». E che significa? Stiamo tutti (tt è la classica riduzione di tutti) fox. Ovvero? Fox in inglese significa volpe. Ma è quello che i ragazzi napoletani vogliono intendere? No, dicono. O comunque non lo sanno.  To fox come verbo invece ha molteplici significati: sconcertare, ingannare, volpeggiare. È così? Vallo a sapere: nessuno dei ragazzi intervistati da Alici come prima ne sa niente. Qualcuno dice anche «Stamm ‘tt alive». Ma stavolta è facile: alive in inglese vuol dire vivo.

Poi la seconda parte della frase: «Nderr merg». Nderra in dialetto partenopeo vuol dire ‘per terra', ‘a terra'. E Merg è nient'altro che Mergellina, la nota zona della movida partenopea affacciata a mare, il luogo dei chioschetti e della passeggiata. «È troppo lungo Mergellina e noi diciamo merg». Tipico da discorso su Whatsapp, non c'è che dire.

E ancora: «Cu e frat fidat», cioè coi fratelli fidati. E come si fa a distinguere un amico normale da un fratello fidato? «Il fratello fidato è quello che sta sempre con te e ti accompagna ovunque, dice uno dei ragazzi. Dunque svelato anche questo significato. Infine, la chicca: lione. Una delle ragazzine chiama leone, in segno di complimento, il suo intervistatore. ‘O lione un tempo era l'appellativo degli uomini più tosti della malavita,  uno dei boss più temuti della Napoli negli anni Ottanta, Carmine Giuliano di Forcella, aveva appunto questo soprannome. Ma siamo sicuri che tutto questo sfugge nella maniera più assoluta a chi usa l'appellativo oggi.

Fatto sta che, complice il tam tam sui social network, lo slang usato è già diventato un tormentone per chi non era nemmeno a conoscenza di parole simili. Ma la comunicazione, si sa, è sempre uno scambio: ai ragazzi della movida restano due parole pronunciate da Andrea con un tono che ricorda il miglior Enrico Luccicanuto e ringalluzzito.