Una spacconata, una dimostrazione di potere che potrebbe non rientrare nelle logiche degli scontri criminali nella periferia nord di Napoli. Potrebbe esserci questo dietro il raid che si è consumato nella notte scorsa, tra il 5 e il 6 agosto, a Scampia, dove alcuni giovani hanno esploso dei colpi di pistola in aria e poi sono riusciti a fuggire dopo un inseguimento con una volante della polizia che li aveva intercettati.

Gli spari risalgono alle 3 circa del 6 agosto, tra via Ciccotti e via Ghisleri. I colpi sono partiti da un gruppetto, erano in quattro su due scooter e dietro di loro, a seguirli, c'era una Fiat Panda. Hanno sparato verso l'alto, senza mirare a un obiettivo preciso. Mentre si allontanavano a tutta velocità, però, sono incappati in una pattuglia del commissariato Scampia, agli ordini del primo dirigente Bruno Mandato. I poliziotti si sono lanciati all'inseguimento e li hanno tallonati lungo via Ghisleri, ma i due scooter e l'automobile sono riusciti a dileguarsi in direzione del Rione Don Guanella di Miano.

Successivamente sul posto sono stati repertati quattro bossoli calibro 9×21, non risultano danni a cose o persone. Nel punto in cui ci sono stati gli spari non abita nessun pregiudicato di spessore e questo porta gli investigatori a ritenere che potrebbe non essersi trattato di una "stesa" contro un altro clan, di un messaggio mandato da un gruppo criminale ai rivali, ma di una dimostrazione di potere da parte di giovani pregiudicati di Scampia che non rientrerebbe nei contrasti tra gruppi di camorra e non è scontato nemmeno il legame con Miano, dove invece si sta consumando la lotta tra i reduci del clan Lo Russo.