Gli steward negli stadi italiani devono garantire il rispetto delle regole di sicurezza e vigilare sugli spettatori. Nonostante rischino spesso la loro incolumità sono accusati di vigilare con poca efficienza. Siamo andati ad ascoltare le storie di Pasquale e Gennaro, nomi di fantasia di due steward che lavorano negli stadi italiani e hanno chiesto di restare anonimi. "Lavoriamo guadagnando a tariffa fissa – spiega Pasquale  Fanpage.it – a Napoli sono 30 euro, a Salerno 25, se andiamo invece in trasferta a Milano e Verona sono 60 euro, a Roma 40 euro. Dovremmo lavorare 8 ore ma si lavora sempre di più di 8 ore. Quando andiamo a Milano o Verona partiamo alle 4 di mattina, impieghiamo 8 ore solo per arrivarci e altre 8 per tornare, in pratica lavoriamo più di 24 ore".  A reclutare gli steward per gli stadi italiani ci sono principalmente due agenzie di lavoro interinale la Manpower Grous e la MFC. "La maggior parte degli steward che ci sono negli stadi italiani non sono locali – spiega Gennaro – siamo tutti di Napoli, Bari, Pescara".

Un lavoro con mille pericoli e nessuna tutela come ci raccontano: "Ricordo di una ragazza che a San Siro venne spinta dalle scale, non volle andare in ospedale perché altrimenti il pullman per Napoli sarebbe ripartito e lei non sapeva come tornare e ne se avrebbe avuto le cure pagate".
La formazione che devono fare è molto approssimativa: "Facciamo una formazione di tre giorni – sottolinea Pasquale –  ma uno dei tra giorni lo puoi saltare e la formazione giornaliera dura due ore nelle quali non ci spiegano nulla". "Certe volte ci dicono di intervenire, di fermare chi scavalca, altre volte ci dicono di stare fermi e non fare nulla, di fatto noi spesso non agiamo proprio – dice Gennaro – se insistiamo rischiamo di litigare con i tifosi, di essere picchiati, per tre euro all'ora".