La ricostruzione in 3d dell’incidente del 2013
in foto: La ricostruzione in 3d dell’incidente del 2013

Nove viadotti autostradali dalle barriere a rischio sono stati sequestrati dalla Procura della Repubblica di Avellino, che ha deciso di intervenire anche su altre tratte autostradali per prevenire eventuali incidenti disastrosi, come quello di domenica 28 luglio 2013, quando un autobus precipitò da un viadotto a Monteforte Irpino e persero la vita 40 persone. Il nuovo filone di inchiesta sulla strage del bus di Avellino del 2013, condotto dai pm Rosario Cantelmo e Cecilia Annecchini, riguarda la struttura delle barriere e la manutenzione.

I viadotti interessati dal sequestro delle barriere si trovano su diverse autostrade italiane; interessati dal provvedimento sono i ponti "Val Freghizia", "Rio Pescara" e "Fosso Pezza Secca" della A1 Milano-Napoli; sulla A16 Napoli-Canosa, dove sono ancora sotto sequestro le barriere di 12 viadotti tra le uscite di Baiano e di Benevento, il provvedimento ora aggiunge i ponti "Lamia", "Omero Fabriani" e "D'Antico"; lungo la A14 Bologna-Taranto sono stati infine sequestrate le barriere dei ponti "Colonella", "Fonte dei preti" e "Del Vomano".

Nel registro degli indagati ci sono i dirigenti di Autostrade per l'Italia che erano stati già coinvolti nel processo per la strage di Acqualonga; in quel precedente procedimento il tribunale di Avellino aveva emesso condanne da 5 a 6 anni, riconoscendo come principale responsabile Gennaro Lametta, condannato a 12 anni di reclusione, titolare dell'agenzia che noleggiò l'autobus precipitato dal viadotto. Tra gli indagati, oltre a Michele Renzi, Massimo Giulio Fornaci e Gianni Marrone, per Autostrade per l'Italia (Aspi) ci sono Costantino Vincenzo Ivoi, Donato Dino Giuseppe Maselli, Mauro Crispino, Stefano Castellani e Salvatore Belcastro.