Ancora una svolta nelle indagini sullo stupro di una ragazza di 16 anni avvenuto lo scorso maggio sugli scogli di Marechiaro, a Posillipo, quartiere della Napoli bene. Dopo l'arresto operato ieri dai carabinieri della compagnia di Bagnoli dei tre ragazzi, tutti minorenni – il più grande ha 17 anni – ritenuti i responsabili materiali della violenza sessuale e riconosciuti dalla giovane vittima come tali, dal racconto della 16enne emerge un'altra, sconcertante, verità. Come riporta Leandro Del Gaudio sul Mattino, infatti, dai verbali della ricostruzione di quel maledetto giorno di primavera, ci sarebbero stati altri due minorenni presenti alla violenza, che avrebbero svolto un ruolo passivo ma non per questo meno grave nella vicenda. Si tratta di due ragazzi nei cui confronti non è stato preso nessun provvedimento, che la stessa vittima ha indicato come "spettatori" della violenza e i cui cognomi sono pesanti, discendenti dei clan del quartiere Vasto-Arenaccia.

Le risate mentre si consumava lo stupro.

"Non hanno fatto niente. Erano lì e si sono limitati a guardare". Queste le parole che la ragazza, già nelle prime fasi dell'indagine, avrebbe detto agli inquirenti riguardo la presenza degli altri due minorenni. Parole che certificano che qui due, come hanno suffragato altri testimoni, erano lì in quel giorno di maggio. Il racconto della vittima, poi, si fa più cruento. Emergono particolari sul ruolo che i due minorenni avrebbero svolto durante la violenza. "Ridevano forte mentre gli amici mi aggredivano" avrebbe detto ancora la 16enne. Ma non solo: avrebbero impedito la fine della violenza, allontanando un'amica della vittima che, preoccupata dalla sua prolungata assenza, va a cercarla proprio su quegli scogli; si imbatte in uno dei due, che le dice di cercare altrove, che lì la sua amica non c'è. Nei confronti dei due minorenni, però, "scagionati" in qualche modo dalle parole della vittima stessa, da quel "guardavano soltanto" non è stata adottata, per ora, nessuna misura cautelare.