L'ex-sindaca Rosa de Lucia (a sinistra) e l'ex-assessora Cecilia D'Anna (a destra).
in foto: L’ex–sindaca Rosa de Lucia (a sinistra) e l’ex–assessora Cecilia D’Anna (a destra).

Arriva l'assoluzione per l'ex-assessore Cecilia D'Anna, coinvolta in uno scandalo di tangenti e corruzione al comune di Maddaloni, per non aver commesso il fatto. La D'Anna era stata coinvolta nell'inchiesta che scoppiò nel 2016, quando faceva parte della giunta comunale del sindaco Rosa De Lucia, condannata invece qualche mese fa a tre anni e sei mesi dopo aver chiesto il patteggiamento della pena. Le due donne sono anche compagne di vita e così alla notizia dell'assoluzione della D'Anna, da parte dell'ex-sindaco di Maddaloni è arrivata anche una proposta di matrimonio concreta.

Lo ha scritto su Facebook la stessa Rosa De Lucia, sindaca di Maddaloni tra il 2013 e il 2016, quando venne arrestata durante l'inchiesta su tangenti e corruzioni che travolse il comune del Casertano. Tre anni dopo, la vicenda sembra aver chiarito fatti e responsabilità: per Cecilia D'Anna, all'epoca assessore comunale, è arrivata l'assoluzione per l'accusa di corruzione "per non aver commesso il fatto". La D'Anna, difesa dall'avvocato Mario Corsiero, si era sempre detta innocente ma era finita ai domiciliari per tre mesi. Secondo il gip, la D'Anna "in virtù del legame sentimentale" con l'allora sindaco De Lucia, "sarebbe stata complice del primo cittadino". L'accusa era infatti quella di aver ricevuto cinquemila euro da un imprenditore da destinare a tre consiglieri comunali affinché votassero a favore di una delibera di bilancio nel comune di Maddaloni.

E la gioia per l'assoluzione della propria compagna, l'ex-sindaca De Lucia ha voluto esternarla con un lungo post su Facebook, nel quale le ha anche chiesto di sposarla in maniera "ufficiale":

Torneremo ad ascoltare Modugno insieme, così chiudevo ogni lettera dal carcere che ti inviavo. Colpevoli solo dell'amore. Cecilia D’Anna assolta in I grado per non aver commesso il fato. Noi due al centro di una pioggia di fango, al centro di una separazione improvvisa e straziante. Attendevo le tue lettere come ossigeno. Guardavo e sentivo la tua forza da lontano. Aspettavo che in quell’ora d’aria arrivasse il solito gabbiano che per me, eri tu. Avevo paura per te, di cosa potesse accaderti, tu così fragile, anche nell’aspetto. Sei diventata roccia, incrollabile e coraggiosa. Fiera nella tua eleganza anche nella più atroce volgarità circostante. C’è voluto coraggio a restare, senza scappare, senza fuggire. Saliva ingoiata e mani strette, sempre le nostre. Tutto finito. Cancellato, libere. La libertà che abbiamo pagato. Resta la grazia di essere vere non lontano da ciò che diciamo d'essere. A proposito, ci hanno fatto sposare in ogni luogo e tempo, non credi sia arrivato il momento di farlo sul serio?