Terrorismo, la Polizia contro le bufale sui social: “Fare allarmismo è reato”

Dopo l'attentato di Berlino dello scorso 19 dicembre, in cui un tir è piombato sulla folla intenta a fare acquisti in un mercatino di Natale, uccidendo 12 persone, l'ombra del terrorismo torna a coprire l'Europa. Nel nostro Paese la strage, oltre a far innalzare i livelli di attenzione delle forze dell'ordine, ha anche generato un certo allarmismo, alimentato stupidamente dalle bufale – sempre puntuali in questi casi – messaggi mendaci senza alcun fondamento diffusi proprio con l'intento di infondere terrore. È quanto successo a Napoli ieri, ad esempio, quando dal nulla ha cominciato a diffondersi in maniera virale, su Whatsapp, un messaggio audio nel quale si avvertiva di un imminente attacco terroristico in un noto centro commerciale. Lo stesso, nelle ultime ore, sta accadendo anche nella Capitale, a Roma.

Per contrastare la diffusione del fenomeno ed evitare la propagazione di inutili allarmismi, la Polizia di Stato, su Twitter, ha lanciato un messaggio ai cittadini per metterli in guardia su messaggi di questo genere e redarguire i possibili autori. "Diffondere messaggi che generano psicosi e allarme sociale può essere reato come storia portafoglio e avviso attentato centro commerciale" si legge sul profilo Twitter della Polizia.