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Terrorismo, la Polizia contro le bufale sui social: “Fare allarmismo è reato”

Con un messaggio su Twitter, la Polizia di Stato ha informato i cittadini, alla luce del recente attentato a Berlino, di non lasciarsi abbindolare, ma sopratutto di non diffondere messaggi, come quelli che circolano in queste ore su Whatsapp, che possano creare inutili allarmismi.
A cura di Valerio Papadia
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Dopo l'attentato di Berlino dello scorso 19 dicembre, in cui un tir è piombato sulla folla intenta a fare acquisti in un mercatino di Natale, uccidendo 12 persone, l'ombra del terrorismo torna a coprire l'Europa. Nel nostro Paese la strage, oltre a far innalzare i livelli di attenzione delle forze dell'ordine, ha anche generato un certo allarmismo, alimentato stupidamente dalle bufale – sempre puntuali in questi casi – messaggi mendaci senza alcun fondamento diffusi proprio con l'intento di infondere terrore. È quanto successo a Napoli ieri, ad esempio, quando dal nulla ha cominciato a diffondersi in maniera virale, su Whatsapp, un messaggio audio nel quale si avvertiva di un imminente attacco terroristico in un noto centro commerciale. Lo stesso, nelle ultime ore, sta accadendo anche nella Capitale, a Roma.

Il tweet della Polizia di Stato
Il tweet della Polizia di Stato

Per contrastare la diffusione del fenomeno ed evitare la propagazione di inutili allarmismi, la Polizia di Stato, su Twitter, ha lanciato un messaggio ai cittadini per metterli in guardia su messaggi di questo genere e redarguire i possibili autori. "Diffondere messaggi che generano psicosi e allarme sociale può essere reato come storia portafoglio e avviso attentato centro commerciale" si legge sul profilo Twitter della Polizia.

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