Quattordici indagati a Torre del Greco dopo un'inchiesta sul voto di scambio alle amministrative 2018: una situazione che i giornalisti di Fanpage.it avevano documentato tramite un lavoro d'inchiesta utilizzando le telecamere nascoste, scatenando la reazione indignata di molti cittadini, scesi in piazza per protestare contro quel "sistema" di scambio di voti, in cui venivano promessi posti di lavoro e consegnati cibo e denaro in contanti in cambio del voto. A poco meno di un anno, i carabinieri hanno messo le mani su quattordici persone, tutte indagate a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio elettorale, voto di scambio elettorale, attentati contro i diritti politici del cittadino, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, favoreggiamento, detenzione illegale di armi da sparo comuni e da guerra.

Generi alimentari di vario tipo, promesse di posti di lavoro a tempo indeterminato, ma anche venti o trentacinque euro: di tutto pur di avere un voto extra alle elezioni amministrative di giugno 2018 a Torre del Greco, come avevano documentato le telecamere di Fanpage.it in due video distinti e che fecero molto scalpore. Un terremoto che scuote la politica di Torre del Greco fino alle fondamenta: tra i responsabili infatti, fanno sapere i carabinieri, anche un candidato poi eletto consigliere comunale, che si sarebbe reso protagonista dell'assunzione a tempo determinato di cinque persone nella locale ditta impegnata nella raccolta rifiuti, con tanto di "assunzione" a tempo indeterminato in cambio del proprio voto e di quello dei loro familiari. Un altro candidato, diventato poi consigliere, è stato chiamato a rispondere del reato di favoreggiamento e di rivelazione di segreto d'ufficio: avrebbe infatti fatto sapere ad alcune persone, impegnate nel losco giro di compravendita di voti davanti ad un seggio elettorale, che sarebbero stati imminenti dei controlli da parte delle forze dell'ordine, permettendo così ai soggetti di mettersi in salvo prima del loro arrivo.

Entrambi i consiglieri coinvolti nell'inchiesta fanno parte di una lista civica che fa capo al centro destra: si tratterebbe, fanno sapere dalla Procura, di Ciro Piccirillo, per il quale il gip del Tribunale di Torre Annunziata ha disposto il divieto di dimora, e di Stefano Abilitato, raggiunto da un'ordinanza cautelare di arresti domiciliari. Nell'inchiesta sul voto di scambio a Torre del Greco, coinvolto anche il responsabile di una onlus locale che avrebbe spostato, illecitamente, pacchi di generi alimentari, che venivano utilizzati in cambio di voti, con la sigla dell'Unicef.

I video di Fanpage.it tra gli elementi d'accusa

Nell'ordinanza del gip di Torre Annunziata, vengono indicati proprio i video realizzati da Fanpage.it tra i sette principali elementi con i quali sono stati formulati i capi d'accusa per gli indagati. E nel dettaglio, l'ordinanza specifica che:

"Alcuni dei fotogrammi più significativi […] sono corredati da opportune didascalie utili per l'identificazione certa di alcuni indagati, assiduamente presenti nei pressi del seggio elettorale all'interno dell'istituto IPAM di Corso Garibaldi (in particolare, nei pressi del vicinissimo, "Caffè del Professore")".

Alcuni degli indagati sono poi stati chiamati a rispondere, si legge sempre dall'ordinanza, proprio per quanto riguarda quanto si vede nei video di Fanpage.it realizzati durante le operazioni di voti e pubblicati nelle ore successive, dove veniva documentata proprio la compravendita di voti.