Diverse truffe messe a segno, una tentata, ma gli episodi potrebbero essere molti di più: la polizia sta indagando per ricostruire le responsabilità di Ruggiero Narduccio, 40enne di Pagani, in provincia di Salerno, con precedenti di polizia, arrestato per truffa ed estorsione. L'uomo è stato bloccato dagli agenti nella serata di ieri, 10 novembre, a Torre del Greco, in provincia di Napoli, mentre cercava di estorcere denaro a un automobilista fingendo di essere stato colpito dalla vettura in movimento.

I poliziotti del commissariato di Torre del Greco erano intervenuti su segnalazione della Centrale Operativa: alcuni automobilisti avevano avvisato le forze dell'ordine comunicando di essere stati appena raggirati da un uomo che, simulando la rottura dello specchietto esterno della sua automobile sul corso Vittorio Emanuele, si era fatto consegnare 25 euro. Le segnalazioni erano tutte recenti e provenivano dalla stessa zona, così gli agenti hanno avviato i pattugliamenti: era probabile che il truffatore fosse ancora nei paraggi. E, infatti, lo hanno trovato poco dopo, mentre cercava di farsi dare denaro da un altro automobilista. Narduccio è stato arrestato con le accuse di truffa ed estorsione.

Come funziona la truffa dello specchietto

La truffa dello specchietto è una delle più "classiche" e frequenti sulle strade. Il truffatore, che in alcuni casi si può far accompagnare da una donna o anche da bambini per rendersi più credibile, durante la marcia si accosta a un'altra automobile e fa segno al guidatore di fermarsi. Prima del segnale è possibile che colpisca con una manata la propria vettura per causare quel rumore a cui farà riferimento poco dopo.

Quando il malcapitato si ferma, il criminale sostiene di essere stato urtato e mostra, come prova dell'incidente, lo specchietto rotto. A quel punto chiede di essere risarcito, chiaramente in contanti e talvolta con modi minacciosi. Una variante è quella dell'orologio: il truffatore, a piedi, ferma un automobilista e sostiene di essere stato colpito al polso, arrivando a mostrare anche del sangue (finto) sul braccio.

In ogni caso, il consiglio delle forze dell'ordine è di non fermarsi e di raggiungere, se inseguiti, il più vicino posto di polizia o caserma dei carabinieri. Nel caso ci si sia già fermati, invece, può bastare telefonare al 112 o al 113 per far sì che il truffatore, ormai scoperto, si dilegui.