La Procura di Salerno ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di "turbativa elettorale" nei confronti di due giovani che hanno contestato il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Salerno lo scorso 7 maggio, quando il leader della Lega Nord ha fatto tappa in Campania per un tour elettorale. Sul balcone di una 70enne che aveva dato ‘ospitalità' ai giovani contestatori era apparso lo striscione con la scritta "Questa Lega è una vergogna" frase tratta dalla canzone ‘O scarrafone di Pino Daniele e diventata slogan delle proteste di questi mesi al Sud.

I magistrati che hanno dato seguito alla denuncia della Digos che peraltro aveva rimosso lo striscione dal balcone nello stesso giorno. Gli investigatori a quanto si apprende stanno approfondendo la posizione e l'identità di 12 persone che hanno preso parte alla contromanifestazione organizzata in concomitanza con il comizio. "Appena il ministro è arrivato in piazza – avevano raccontato i ragazzi a Fanpage.it – due agenti della Digos hanno bussato alla porta della signora e l'hanno intimata di rimuoverlo, se non lo avesse fatto sarebbe stata denunciata e poi processata".

Il reato di turbativa della propaganda elettorale

Il Testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei Deputati del 5 febbraio 1948, numero 26, articolo 72, spiega:

Chiunque con qualsiasi mezzo impedisce o turba una riunione di propaganda elettorale, sia pubblica che privata, è punito con la reclusione da uno a tre anni.

Per la fattispecie di reato è prevista anche una multa. Ieri, 16 maggio scorso, durante il vertice sicurezza del ministro leghista a Napoli sono comparsi numerosi striscioni di contestazione in vari quartieri; tuttavia per quanto se ne sa non sono né stati rimossi né ci sono state identificazioni ai domicili di coloro che li esponevano ai balconi. Ci sono stati invece momento di tensione fra polizia e manifestanti in piazza Plebiscito, dove la celere ha avviato alcune cariche contro un nutrito gruppo di attivisti dei centri sociali partenopei.