Ciro Guarente e Heven Grimaldi, nel riquadro Vincenzo Ruggiero
in foto: Ciro Guarente e Heven Grimaldi, nel riquadro Vincenzo Ruggiero

La sentenza è stata pronunciata poco fa nell'aula T8 del Tribunale di Napoli Nord e Aversa: il giudice ha condannato all'ergastolo, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, Ciro Guarente, ritenuto colpevole di aver ucciso, fatto a pezzi e poi occultato il cadavere di Vincenzo Ruggiero. Il movente del brutale omicidio la gelosia del 51enne per l'amicizia tra Vincenzo – 25 anni, molto conosciuto per il suo attivismo nel mondo dell'associazionismo gay – e la sua fidanzata Heven Grimaldi. Vincenzo era scomparso il 7 luglio del 2017, il 30 luglio del 2017 la scoperta: in un garage di Ponticelli, i carabinieri trovano il corpo smembrato del ragazzo, decapitato. Dopo avergli sparato Guarente lo ha fatto a pezzi con una sega elettrica, tentando di far sparire i resti sotto una colata di cemento. La famiglia del giovane, presente in aula al momento della lettura della sentenza si è detta "soddisfatta" dalla decisione del giudice, anche se questo "non potrà mai colmare il dolore".

 

Il profondo rapporto di amicizia tra Vincenzo e Heven, giovane transessuale, era nata da qualche anno. Lei gli aveva dato una mano ad attraversa un periodo difficile dopo che aveva fatto coming out, non facendogli mai mancare un consiglio o il suo appoggio. Un rapporto di reciproche confidenze, che Guarante non tollerava, tanto da arrivare ad uccidere quello che evidentemente percepiva come un rivale, un'insidia al suo rapporto con Heven. La donna ha anche raccontato di aver subito in più di un'occasione percosse dal compagno, chiedendo una mano proprio a Vincenzo.