La piantagione di marijuana scoperta sui Monti Lattari
in foto: La piantagione di marijuana scoperta sui Monti Lattari

Ucciso a colpi di fucile, con un'arma simile a quelle trovate durante i sequestri delle piantagioni di marijuana. Si concentrano sul mondo della droga le indagini dei carabinieri sulla morte di Antonino Di Lorenzo, ucciso intorno alle 23 di ieri, 11 settembre, a Casola di Napoli, mentre tornava a casa; pregiudicato per reati di stupefacenti, gli inquirenti non escludono che l'omicidio sia nato proprio da questioni legati alla vendita di stupefacenti. Anzi, più precisamente, alla produzione: l'area è quella dei Monti Lattari, la "Giamaica" campana.

Antonino Di Lorenzo, detto ‘o lignammone, è stato ammazzato da qualcuno che conosceva e che aveva studiato le sue abitudini. Che sapeva che dove trovarlo e che l'ha aspettato. Gli hanno sparato mentre era ancora sul suo Honda Sh, centrandolo alla spalla destra e in faccia con un fucile calibro 12. Stava tornando dopo aver firmato il registro della sorveglianza speciale in caserma. La salma è stata trasportata all'ospedale di Castellammare di Stabia per l'autopsia.

Le piantagioni di marijuana sui Monti Lattari

Negli ultimi mesi le forze dell'ordine hanno eseguito ingenti sequestri di marijuana e armi nella zona. A fine agosto, a Casola di Napoli, erano state trovate 20 piante e un fucile Benelli calibro 28 con 20 munizioni; pochi giorni prima, nella stessa zona, erano state trovate 1563 piante di cannabis e 10 cartucce da caccia calibro 24 e 13 per fucile calibro 20. E, ancora qualche giorno prima, a Pimonte, sempre sui Monti Lattari, un uomo era stato arrestato ed erano state sequestrate 34 piante di marijuana, un fucile calibro 36 con 14 cartucce, 3 ordigni artigianali da 4 chili di polvere pirica, altri 14 ordigni tipo "cipolla" e 100 micce a lenta combustione. Agli inizi del mese, sui Monti Lattari c'era stato un altro grosso sequestro: 3mila piante di marijuana.