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Ucciso per uno schizzo di champagne dai giovani del clan Lo Russo, presi gli assassini

La Squadra Mobile di Napoli ha arrestato due giovani con l’accusa di avere ucciso Vincenzo Priore, ammazzato con un colpo alla schiena nel novembre 2012, e ferito nella stessa circostanza un altro giovane. L’omicidio dopo una lite in discoteca tra un gruppo legato ai Lo Russo e alcuni conoscenti delle due vittime che erano legati ai Licciardi.
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A cura di Nico Falco
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Immagine di repertorio
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Un colpo di pistola alle spalle, che l'aveva ferito mortalmente alla base della schiena, mentre l'amico era stato raggiunto da una pallottola alla testa. Lui, Vincenzo Priore, 21 anni, incensurato, era morto mentre Giuseppe Barretta, 28 anni all'epoca, pregiudicato, si era miracolosamente salvato. L'epilogo di una discussione nata in una discoteca sfociata nel sangue. A distanza di quasi sette anni le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia hanno portato all'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Napoli ed eseguita oggi, 26 luglio, dalla Squadra Mobile. In manette sono finiti Gianluca Annunziata, 28 anni, e Luigi Mango, 26 anni, entrambi ritenuti legati al clan dei Lo Russo, che all'epoca era egemone tra Miano e una parte di Secondigliano; sono accusati di omicidio, tentato omicidio e detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, con l'aggravante di aver agito per favorire il clan Lo Russo contro i Licciardi.

L'omicidio è avvenuto il 15 novembre 2012, all'epoca dei fatti erano tutti giovanissimi: le due vittime avevano 21 e 28 anni, i due arrestati avevano 21 e 19 anni. È avvenuto in seguito a una banale rissa nella discoteca Remake di Sant'Antimo, dove stavano passando la serata i due gruppi; il primo, quello degli assassini, era composto da giovani ritenuti legati ai Capitoni di Miano, mentre le due vittime erano in compagnia di coetanei che invece erano vicini al clan Licciardi di Secondigliano. A causare la lite sarebbe stato uno schizzo di champagne, che avrebbe colpito uno dei ragazzi portando subito al litigio; la situazione era trascesa, rilevano gli inquirenti, anche perché quella poteva essere l'occasione di imporre il predominio di un clan rispetto all'altro.

La sparatoria avvenne a Napoli, nella Masseria Cardone, dopo una caccia all'uomo: Priore fu colpito a un gluteo, Barretta alla testa di striscio, un terzo ragazzo fu ferito alla testa con un corpo contundente. Il corpo della vittima, che non era ritenuta legata ai clan di camorra, venne ritrovato intorno alle 4 del mattino del 15 novembre 2012 in via Cupa delle Vedove, dopo i rilievi le forze dell'ordine conclusero che probabilmente i killer avevano aperto il fuoco da un'automobile in corsa.

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