La Campania si conferma fanalino di coda per quanto riguarda l'inquinamento del mare e i reati ad esso connessi: sono 13 al giorno gli illeciti perpetrati sulle coste campane che contribuiscono a rendere più inquinate le nostre acque. È quanto emerge dal rapporto Mare Nostrum 2020 pubblicato da Legambiente, che fotografa lo stato di salute delle acque italiane: la Campania, per colpa di sversamenti illeciti, edilizia selvaggia, pesca di frodo e maladepurazione, resta "maglia nera". Sulle coste campane, infatti, nel 2019 sono stati 4.679 i reati contestati, il 19,9% del totale nazionale: 13 reati al giorno, uno ogni due ore. Di questi, 1.937 si riferiscono a scarichi abusivi e inquinanti in mare, oppure a maladepurazione delle acque; mentre sono 1.715 i reati connessi alla cementificazione selvaggia e all'abusivismo edilizio.

"Questo dossier ci restituisce uno spaccato di illegalità, purtroppo, ancora troppo rilevante, indice del fatto che contro i “nemici del mare” è necessario alzare il livello, non solo della repressione dei reati, ma anche della vigilanza preventiva. Il nostro mare, bellissimo e prezioso, ha bisogno di maggiore cura. È un compito che tocca a tutti. Ai cittadini che devono rispettarlo e difenderlo, allo Stato che deve fare molto di più. I numeri, già pesantissimi, che si trovano in queste pagine sono solo quelli che raccontano l’emersione del problema, la classica punta dell’iceberg. È evidente che le donne e gli uomini delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto devono essere messi nelle condizioni di agire in modo più capillare e incisivo, devono aumentare i controlli e migliorare gli strumenti a loro disposizione per garantire la legalità in un territorio così vasto. Un territorio che in larga parte sfugge al controllo sociale e che ha bisogno giocoforza di un’attenzione speciale da parte delle Istituzioni" ha commentato Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania.