Due vere e proprie discariche abusive sono state scoperte dalla Guardia di Finana di Avellino nella cosiddetta "Valle dei Veleni". L'area, che si trova nel comune di Prata di Principato Ultra, è vasta quasi quattromila metri quadri, ed al suo interno sono state ritrovate oltre quattromiladuecento tonnellate di rifiuti speciali, tra cui anche cinquanta tonnellata di amianto.

La Valle dei Veleni, tristemente definita anche "valle dei tumori", è così chiamata proprio perché, stando a studi condotti da Arpac e Cnr, i livelli di sostanze inquinanti sono altissimi. Un quadro chiaro e che era emerso anche in un'inchiesta condotta da L'Espresso appena qualche anno fa, e nella quale si evinceva che "i livelli di ozono, benzo(a)pirene, polveri sottili, toluene nell'aria, ammoniaca, ferro e manganese nell'acqua, piombo, rame e pcb nel suolo" avevano registrato valori sballati. A questi, si unisce anche la presenza della cosiddetta "bomba ecologica" di amianto a Borgo Ferrovia, dove sorge l'ex Isochimica. Ed ancora, nell'inchiesta emersero anche "alti livelli di smog riconducibili a emissioni industriali e traffico".

Poco distante, infatti, sorge la zona industriale di Avellino, in località Pianodardine, dove "ci sono un centinaio di aziende che eruttano fumi di ogni tipo", proseguiva l'articolo dell'inchiesta, "ed un impianto per lo smaltimento dei rifiuti che emana un tanfo insopportabile per tutta la giornata", ricordava ancora l'inchiesta del 2014. Nella stessa zona, a Manocalzati, dove nel 2005 andarono a fuoco ottomila tonnellate di rifiuti all'interno dell'impianto di stoccaggio dell'Irm, e dove oggi invece, proprio a Pianodardine, si trova uno Stir. Là dove passa anche il fiume Sabato, di 50 chilometri di lunghezza e che attraversa le province di Avellino e di Benevento, e che risulta tra i più inquinati d'Italia.