Un atto vandalico, col sapore di uno sfregio. Di una intimidazione. Che suona come un messaggio: basta così, stai dando fastidio. Se lo è trovato sull'automobile Ciro Verdoliva, commissario dell'Asl Napoli 1, dopo aver partecipato alla trasmissione "Barba&Capelli" di Radio Crc, in diretta dal San Giovanni Bosco di Napoli. L'ospedale è quello finito al centro dell'inchiesta della Procura di Napoli per l'influenza dei clan dell'Alleanza di Secondigliano, che ne avevano fatto, negli anni scorsi, una "base sociale", dove ricevere affiliati e vittime delle estorsioni.

"Presteremo massima attenzione a questi segnali di violenza – ha detto Verdoliva – ma il tentativo di intimidazione non ci fermerà nella nostra opera di pulizia e rilancio della sanità campana". Nello stesso ospedale, questa mattina, ci sarebbe stato un altro episodio che parrebbe una intimidazione: un vetro sarebbe stato spaccato nel corridoio. Nei giorni scorsi, c'erano state altre vicende su cui sono in corso indagini: agli inizi di luglio era stata allagata la Terapia Intensiva. Si era trattato di un episodio doloso: erano stati volontariamente intasati i servizi igienici con carta appallottolata, provocando l'allagamento di un intero piano.

La Procura di Napoli aveva ricostruito le infiltrazioni camorristiche nell'ospedale della periferia ovest, documentando il controllo da parte del clan Contini, che arrivava anche a gestire l'erogazione delle prestazioni sanitarie: medici obbligati a operare di nascosto affiliati, ticket aggirati pagando una mazzetta al parcheggiatore abusivo, code saltate facendo il nome dei personaggi di spicco del clan.

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in seguito ai ripetuti atti vandalici ha riproposto, come da richiesta ufficiale presentata nei mesi scorsi, l'istituzione di un posto di polizia nell'ospedale.