A febbraio le nuove case e poi al via l'abbattimento delle Vele di Scampia. Possibile? Possibile davvero che il 2019 segni l'addio ai simboli tristemente noti dell'area Nord della città, quelli diventati paradigma di degrado, droga, camorra, tanto da diventare protagonisti di una fiction televisiva nota nel mondo, Gomorra? Così dice Luigi de Magistris, il sindaco di Napoli che da circa due anni però si barcamena tra la promessa dell'abbattimento dei "mostri" di cemento nati con la legge post-terremoto del 1980 , occupati prima del completamento e ora simbolo del degrado nel degrado.

Oggi il Comune ha lanciato il nuovo step di Restart Scampia, il progetto finanziato con 27 milioni di euro che prevede l'abbattimento di tre Vele e la riqualificazione del quartiere, ristrutturando la Vela azzurra che ospiterà gli uffici della Città Metropolitana, ovvero l'ex Provincia di Napoli. L'immagine scelta è per ricordare gli anni della faida di camorra nel quartiere a nord di Napoli che era all'inizio degli anni passati la piazza di spaccio più grande d'Europa e che ora tenta di risollevarsi. Ieri il Comune ha formalmente assegnato a 60 cittadini dei nuovi alloggi di edilizia popolare.

La prima a cadere giù sarà la Vela Verde. Restano venti famiglie: alcune stanno trovano sistemazioni familiari, altre andranno provvisoriamente nella Vela celeste. Un altro tassello importante sarà la nascita della Facoltà di Medicina e chirurgia per cui oggi il Comune di Napoli ha ottenuto un mutuo di 861.748 euro da Cassa Depositi e prestiti per coprire la quota di cofinanziamento del Comune individuata nelle somme assegnate dal Patto per Napoli.