Fino a qualche anno fa, quando c'erano le prime emergenze rifiuti di Napoli degli anni Duemila, era convinzione comune che venissero ‘risparmiati' dal degrado i palazzi della politica campana e le zone adiacenti. Oggi, nell'anno 2019 sappiamo fin troppo bene, dopo che tante ‘emergenze' o presunte tali si sono susseguite, che si tratta di una leggenda metropolitana. Infatti capita di trovare cumuli di rifiuti grandi e piccoli ovunque in città. In questo oseremmo dire che la monnezza è democratica: se c'è, c'è ovunque.

Il borgo di Santa Lucia è una mostra a cielo aperto di spazzature e inciviltà d'ogni tipo. C'è la sede della giunta regionale della Campania? E cosa importa. È un corridoio di passaggio verso il mare, verso il Borgo Marinari? Tanto peggio. Ristoranti, vinerie, tavole calde? Tutti zitti. E così – ma è solo un esempio fra tanti – capita che un materasso vecchio, stravecchio, un monumento allo schifo, venga piazzato nottetempo davanti ai cassonetti della raccolta differenziata. È un ‘rifiuto speciale' andrebbe segnalato all'azienda Asia che con un codice ad hoc poi lo ritira in strada. Ma più speciale del rifiuto c'è anche chi l'ha gettato: incurante d'ogni precetto di civiltà. Non è il solo luogo di Santa Lucia che è diventato uno  sversatoio: basta osservare i cassonetti della differenziata dal lato di via Generale Orsini: bruciati, brulicanti di ratti e nauseabondi. In tempi d'emergenza rifiuti – ormai non eclatante ma cronicizzata – nessuno ci fa più  caso. Tranne i turisti, ovviamente. E il materasso di Santa Lucia è diventato, ne siamo sicuri, a suo modo, una star di Instagram.