"Per evitare fastidiosi allontanamenti è vietato preparare e fumare cannabis ai tavoli". Ovvero: se vi fate le canne davanti al mio locale, poi sono costretto a farvi andare via. L'avviso è impossibile da non notare appena ci si avvicina al tavolino per sedersi. Scritta gialla, sfondo blu, risalta subito. E, guardando con curiosità anche gli altri tavoli, si scopre che è stato posizionato su tutti: il gestore lo ha messo al centro del ripiano sostituendo uno dei pannelli.

Il monito è sui tavolini esterni di un bar del centro storico di Napoli, che evidentemente in parecchie occasioni ha dovuto fare i conti con gli ospiti che, intrattenendosi a bere una birra, approfittavano anche per preparare e per poi fumare una canna. Comportamento di per sè tollerato dal punto di vista penale, visto che in Italia il consumo personale di stupefacenti non costituisce reato (ma è punibile come illecito amministrativo), ma che deve aver provocato non pochi grattacapi al gestore del bar, probabilmente più volte ripreso anche dalle forze dell'ordine per quel caratteristico e inconfondibile odore di hashish e marijuana che si alzava dalla sua area esterna.

Anche perché, e questo potrebbe essere un particolare non da poco, il locale si trova a pochi passi da una delle piazze più frequentate del centro storico nel fine settimana, con conseguente carico di rifiuti abbandonati a terra dai clienti troppo pigri (o troppo poco civili) per cercare un cestino. E così il proprietario deve aver pensato che era arrivata l'ora di darci un taglio con avviso chiaro e una "minaccia" inequivocabile: davanti a quel bar, non fumatevi le canne. Piuttosto, prendete una bella birra ghiacciata, come suggerisce scherzosamente l'altro avviso, col logo di una famosa marca: vietato poggiare acqua. Ma la bottiglia vuota, dopo, buttatela in un cestino.