L’arresto di Michele Zagaria nel 2011
in foto: L’arresto di Michele Zagaria nel 2011

Beni per 3 milioni di euro sono stati sequestrati alla famiglia di Michele Zagaria, il boss dei Casalesi arrestato a Casapesenna nel 2011 dopo una latitanza di 17 anni. Destinatari del provvedimento, firmato dal gip di Napoli, sono i familiari di “Capastorta”: Antonio Zagaria, Pasquale Zagaria e Carmine Zagaria, le loro mogli, un uomo considerato fedelissimo del boss e una “testa di legno”.

Tra i beni sottoposti a sequestro preventivo c'è una lussuosa villa a Casapesenna, di Antonio Zagaria e della moglie Patrizia Martino, raggiunta da divieto i dimora nel Comune perchè indagata per ricettazione. L'immobile, valutato oltre un milione di euro, era stato acquistato per 300mila euro già ristrutturato e arredato. Il secondo immobile è un'altra villa lussuosa, di proprietà di Pasquale Zagaria e della moglie Francesca Linetti, anche lei destinataria di divieto di dimora a Casapesenna per ricettazione; l'abitazione, che vale più di 1,5 milioni di euro, era stata costruita su un terreno che il fratello del capoclan aveva estorto obbligando il precedente proprietario ad accettare 60mila euro.

Il terzo immobile è un negozio di abbigliamento, che risulta di proprietà di Carmine Zagaria e intestato alla moglie, Tiziana Piccolo, anche lei raggiunta da divieto di dimora per ricettazione.

Ad Antonio Zagaria, alla moglie e a Luigi Diana, detto “'o riavulo”, il diavolo, considerato fedelissimo della famiglia, è stato contestato il reato di trasferimento fraudolento di valori, per aver intestato ad altre persone l'immobile che invece era nelle loro proprietà; a Pasquale Zagaria è stata contestata l'estorsione nei confronti dei precedenti proprietari e, insieme alla moglie e a Marcella Maccariello, è accusato di trasferimento fraudolento di valori per aver intestato alla donna fittiziamente la loro proprietà; lo stesso capo di accusa per Carmine Zagaria e la moglie, per aver intestato fittiziamente il negozio. Gli indagati hanno ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari. I beni sono affidati a un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Napoli.