Vincenzo ha vent'anni, un sorriso che non si spegne mai e lo scorso ottobre un virus ha compromesso il suo cuore, generandogli una miocardite. E' in attesa del trapianto, ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli. Il nostro Paese nel 2017 ha raggiunto una discreta crescita in termini di trapianti e donazioni, tuttavia il numero resta basso rispetto alle emergenze che nascono.  Come nel caso di Vincenzo, nel quale un cuore nuovo è l'unica strada per guarire da una malattia grave e importante.  "Fino allo scorso anno – racconta la madre, Mena –  giocava a calcio, faceva immersioni subacquee, vuole fare economia gestionale all'università. Ma i sogni, persino per quanto riguarda lo studio, sono per ora interrotti perché la sua patologia lo costringe a stare a letto e a ricoveri lunghi e frequenti. E' ricoverato da 15 giorni e resterà lì finché non arriverà un dono. Non può essere dimesso, perché le condizioni sono peggiorate ed è costretto a stare lì". Vincenzo, che sopporta col sorriso, "è legato a un infusore che gli dà un farmaco collegato 24 ore su 24 e si spera che resti stabile col farmaco, perché la strada se le condizioni peggiorano è quella dell'assistenza meccanica, un cuore artificiale, cioè una macchina esterna che sostituisce la parte del cuore che non funziona più e permette di arrivare al trapianto in maniera più tranquilla possibile. Ma si spera di no perché sarebbe costretto a essere medicato a crudo, senza anestetici, sono manovre dolorose".

La madre: Solo un cuore nuovo potrebbe salvarlo

Vincenzo sopporta con coraggio, con positività, ma non può aspettare in eterno. "Solo un cuore nuovo potrebbe salvarlo, anche se so che questo significa una vita che va via, ma donare è una scelta bellissima e per questo vorrei che l'opinione pubblica fosse sensibilizzata – continua la madre di Vincenzo –  Mio figlio ha vent'anni e in questo momento sta conducendo la vita di un anziano allettato. Nonostante lui abbia un carattere positivo e questo lo aiuta, questa cosa gli ha stravolto la vita. Psicologicamente è devastante e soprattutto a vent'anni. Noi non lo lasciamo mai solo, lui è un leone e parlare di lui mi dà gioia". I tempi di attesa di un trapianto sono sempre un grande dubbio: nessuno può sapere se e quando arriverà un dono : "Per questo cerchiamo di fare tanti appelli – continua Mena – Non solo per la condizione di mio figlio, ma per tutti. Donare è un atto importantissimo, per avere un trapianto di cuore purtroppo bisogna che ci sia la morte di una persona, che abbia deciso di donare o che i parenti abbiano deciso di farlo. Ecco perché sensibilizzare è importantissimo, al di là della tragedia che ha colpito la nostra famiglia: è un atto d'amore immenso".

Domani è la Giornata Nazionale della Donazione degli Organi e dei Tessuti

Domani, domenica 27 maggio ci sarà la Giornata Nazionale della Donazione degli Organi e dei Tessuti e in quella occasione, l'associazione "Donare è vita" ha organizzato una partita di calcio tra i trapiantati di cuore e artisti come i comici Lello Musella, Gino Fastidio, Luca Sepe e Antonio Manganiello. L'appuntamento è nella Paratina Soccer Village di via Toscanella, a Napoli. "E' una manifestazione bellissima – racconta la mamma di Vincenzo –  Quest'anno a maggior ragione perché i ragazzi trapianti che giocheranno a calcio, proprio per dare coraggio a mio figlio.  Mio figlio non può aspettare troppo questo cuore, non abbiamo lunghe aspettative. Vorrei che le persone capissero che il dono non toglie nulla, dopo che qualcuno è morto: in fondo un corpo dopo la morte non è null'altro, ma può far rinascere altre vite".