La libreria Ubik di Napoli organizza un incontro con il rapper Luchè per la presentazione del libro "Il giorno dopo", in cui Luca Impudente, vero nome del rapper, racconta la sua vita. L'incontro si terrà mercoledì 4 dicembre presso la DOMUS ARS Centro d' Arte, Musica e Cultura in Via Santa Chiara 10. Pubblicato da Rizzoli il 19 novembre scorso il libro è il racconto a ritroso che racconta la vita e l'arte di uno dei cantanti napoletani più amati di questi anni: 219 pagine che contengono anche un racconto fotografico che si arricchisce grazie alle immagini raccolte direttamente dall'artista che ha attinto al proprio archivio privato e ai ritratti realizzati da Gaetano De Angelis che documentano, appunto, la crescita di Luchè.

Il primo posto di Potere

Il rapper, diventato popolare in tutta Italia grazie al progetto Co' Sang è riuscito, nel tempo, a mantenere pubblico e reputazione anche dopo la fine del duo con ‘Nto. La carriera solista, costruita mattone dopo mattone, lo ha portato in questi anni a tornare in vetta alle classifiche di vendita e con l'esplosione di questi ultimi anni del rap a posizionarsi come uno dei padri della nuova wave. Pochi mesi fa Luchè ha anche coronato il sogno di finire in testa alla classifica Fimi degli album più venduti, grazie alla riedizione di "Potere", il suo ultimo album che contiene pezzi come "Stamm fort" con Sfera Ebbasta, "Je ce credevo" e l'ultima "Parliamo", il cui video è stato pubblicato pochi giorni fa.

Dall'esilio di Londra al successo nel rap

"C'è qualcosa che caratterizza e avvicina noi napoletani ai neri d'America, è una voglia e un bisogno di riscatto sociale. Spesso avviene con mezzi superficiali tipo l'ostentazione di marche, dello stile, della ricchezza, che poi si traducono in una vita da fuorilegge. Vorrei tanto che avvenisse, invece, con una rivoluzione sociale: spesso ci sentiamo così impotenti contro la società che ci giudica, che ci limitiamo a reagire nella sfera delle nostre relazioni private, illudendoci di dare un'immagine vincente di noi stessi, invece di combattere e vincere davvero. Forse non sappiamo vincere. Vincere richiede freddezza, gelo, cinismo. E noi siamo fin troppo passionali, orgogliosi e insicuri per questo" scrive Luchè in questo libro che raccopnta il suo approccio, dagli anni di esilio londinese in cui faceva il magliaro, fino agli inizi e affrontando anche momenti complessi come la depressione: "Magari potessi controllare il mio umore con un telecomando – scrive a pagina 74, nel capitolo Essere sensibili – ci ho provato per anni con il litio che aiutava a stabilizzarmi. È stato utile nei momenti di grandissima confusione depressione, ma solo durante il giorno. La notte non avevo scampo e diventavo preda dei miei pensieri assassini (…) Credo che la depressione sia frutto della mia profonda sensibilità. Senza peccare di arroganza, non credo di aver mai conosciuto una persona sensibile quanto me, anche se nessuno lo darebbe mai a vedere. Molte persone, leggendo queste pagine, scopriranno un lato di me che non emerge, se non di notte quando sono chiuso da solo fra quattro mura". Col tempo arrivano le canzoni, le hiot, le collaborazioni e tanti compagni di viaggio come D-Ross, CoCo, Star-T-Uffo, Marracash, Enzo Avitabile, Guè Pequeno, Stefa Ebbasta, Fuossera e Franco Ricciardi, tra gli altri.