Capo Oncino è un piccolo miracolo della natura: è lì dove l'acqua e il fuoco si incontrarono, dove la lava delle antiche eruzioni del Vesuvio creo una sovrapposizione di piroclasti, un consistente accumulo di eruzioni che le conferiscono un caratteristico colore. Anni fa a Torre Annunziata nel cui territorio ricade Capo Oncino molti quella zona se la sono goduta, quando il mare era pulito. Poi c'è stato un periodo orribile: l'inizio degli scarichi provenienti dal fiume Sarno che hanno avvelenato l'area. E ora questo costone di roccia baciato dal sole inserito nei "luoghi del cuore" del Fai, il Fondo ambientale italiano , è gettonatissimo nonostante il suo stato di salute non sia dei migliori.

E così basta na jurnata ‘e sole,  per dirla con Pino Daniele e si scatena la corsa allo scoglio. In tempi di Coronavirus ciò non è possibile, si rientra nel cosiddetto assembramento, vietato dalla legge. Ieri e oggi è stata registrata una elevata presenza di persone e per questo è stato interdetto l'accesso alla spiaggia dal sindaco della città vesuviana, Vincenzo Ascione. Ieri i carabinieri avevano ‘notiziato' al primo cittadino un notevole numero di persone, in particolare adolescenti, presenti sul tratto di costa del litorale oplontino. Ecco perché, di concerto con il comando di polizia locale, in via precauzionale e per evitare assembramenti, è stata disposta la chiusura dell'accesso alla spiaggia di Capo Oncino.

"È chiaro che non dappertutto è possibile risolvere il problema con una semplice chiusura – spiega il primo cittadino – quindi si fa appello al senso di responsabilità di tutti, soprattutto a soggetti più giovani, al fine di evitare che si formino assembramenti anche in altri luoghi della città. Ribadisco che l'uso delle mascherine e' obbligatorio, cosi' come il rispetto delle misure di distanziamento sociale".