Una maglietta nera con la scritta Whirlpool, le mani inchiodate a una croce e un cartello sulla testa con la scritta "Sud" invece di "Inri". C'è anche il fantoccio di un operaio crocifisso tra i manifestanti che sono scesi in strada a sostegno della vertenza Whirlpool e per lo sviluppo dell'area metropolitana di Napoli. Il corteo dello sciopero generale proclamato dai sindacati confederali è partito intorno alle 10 da piazza Mancini, per attraversare il corso Umberto e arrivare in piazza del Gesù Nuovo, dove ci sarà il comizio finale. Tra i partecipanti, oltre agli operai della Whirlpool, anche quelli di diverse altre aziende del territorio. Dagli altoparlanti del furgone che guida il corteo arrivano le note di "El pueblo unido", la stessa canzone che in questi giorni riecheggia nelle piazze cilene, dove una protesta sociale sta scuotendo il Paese del 10 ottobre. In prima fila i segretari di Cgil, Cis e Uil, Schiavella, Sbarra e Sgambati, con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. In corteo anche i gonfalone dei comuni di Napoli, Ercolano, Pomigliano D'Arco, Torre del Greco, Pozzuoli e Torre Annunziata e della Città Metropolitana.

Gli operai Whirlpool, intorno alle 11.30, hanno occupato le scale dell'ingresso della sede centrale della Federico II insieme agli attivisti di Potere al Popolo e al Movimento migranti e rifugiati. "La Whirlpool è di chi lavora. Napoli non molla", si legge sullo striscione esposto dai manifestanti. Ieri il ministro Patuanelli aveva fatto sapere che la Whirlpool aveva intenzione di interrompere la vendita, e quindi la chiusura dello stabilimento, prevista per oggi, 31 ottobre. Gli operai, però, aspettano certezze che fino ad ora non sono ancora arrivate.