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Opinioni
Whirlpool chiude a Napoli, la rabbia degli operai
30 Gennaio 2020
17:34

Whirlpool Napoli chiude. E qualcuno deve chiedere scusa agli operai

Whirlpool chiude ed è l’ennesima batosta per Napoli, ne sentiremo gli effetti tra qualche tempo. È imbarazzante soprattutto dopo i mesi di tira e molla e annunci del governo. Qualcuno, tra ministri e amministratori locali, dovrebbe chiedere scusa a questi operai che resteranno senza lavoro (e chissà se ne troveranno mai un altro).
A cura di Ciro Pellegrino
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Whirlpool chiude a Napoli, la rabbia degli operai

La fabbrica di lavatrici Whirlpool va via da Napoli. Un indegno tira e molla fra proprietà, enti locali, sindacati e governo per evitare la brutta scena degli operai senza lavoro sotto Natale e ora, nel lungo e deprimente gennaio 2020, arriva la notizia ovvia, attesa da chi aveva ascoltato e creduto non ai politici ma all'azienda che con indifferenza si era scrollata di dosso le vite di donne e uomini che tra poco avranno un paracadute sociale e poi resteranno senza lavoro in una città già piena di disoccupati e in una età in cui è pressoché impossibile trovare lavoro in Italia.

Qualcuno dovrà chiedere scusa agli operai Whirlpool? Dovrà farlo Luigi Di Maio, vicepremier, superministro che ha goduto di una linea di credito generosissima da parte dei dipendenti dell'azienda e che ora dove sta? Non si sa. Dovranno chiedere scusa la Regione Campania ovvero il suo governatore Vincenzo De Luca e il Comune di Napoli ovvero il sindaco Luigi de Magistris. Il primo ha annunciato tavoli e piani (e infatti s'è visto com'è finita). Il secondo è addirittura andato in piazza con gli operai manco l'avesse perso lui il posto di lavoro (e anche in questo caso è finita come sapete).

Cgil, Cisl e Uil dopo mesi di ammuina hanno partorito al massimo uno sciopero, ma al sindacato non si può alla fine chiedere chissà cosa. Il vero imbarazzo è tra coloro che, forza di governo o di opposizione, al massimo si sono limitati ad un comunicato stampa: Whirlpool chiude ed è l'ennesima batosta per Napoli, ne sentiremo gli effetti tra qualche tempo.

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Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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