Si conclude nel peggiore dei modi possibile, probabilmente, la vicenda dello stabilimento Whirlpool di Napoli, che da mesi ha cessato le attività, mettendo seriamente a rischio il posto di lavoro di 420 operai. Luigi La Morgia, ad dell'azienda svedese di elettrodomestici, ha annunciato che domani sarà avviata la cessione di ramo d'azienda per lo stabilimento di via Argine a Napoli. L'annuncio dell'amministratore delegato è arrivato nel corso di un tavolo tecnico in svolgimento oggi presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. Secondo La Morgia questa è l'unica soluzione per lo stabilimento di Napoli e per tutelare i posti di lavoro: la dismissione dovrebbe essere affidata a Passive refrigeration solutions. La cessione sarà perfezionata entro il 31 ottobre 2019 e avrà efficacia a decorrere dal 1 novembre 2019.

Operai Whirlpool protestano sotto la sede del Mise

Questa mattina, da Napoli, sono partiti 4 autobus con a bordo circa 200 operai dello stabilimento Whirlpool di via Argine, giunti a Roma proprio in occasione dell'incontro tra azienda, sindacati e governo al Ministero dello Sviluppo Economico. Quando in strada si è diffusa la notizia dell'annuncio della cessione, gli operai hanno gridato ai sindacati di abbandonare il tavolo tecnico. "Napoli non molla" è lo slogan che campeggia sulle magliette degli operai e sugli striscioni: i dipendenti chiedono il mantenimento della produzione a Napoli e che vengano assicurati tutti i 420 posti di lavoro che, alla luce dei nuovi sviluppi, sembrano essere a rischio più che mai.

Eppure, già dai precedenti incontri era trapelata la volontà dell'azienda di elettrodomestici di dismettere lo stabilimento partenopeo. Nelle scorse settimane, infatti, la Whirlpool in una nota aveva fatto sapere che i 16,9 milioni di euro stanziati dal governo per il biennio 2019-2020 non sarebbero bastati a garantire il mantenimento della produzione nello stabilimento di via Argine.