Le forze dell'ordine che indagano sull'omicidio di Vincenzo Ruggiero, 25 anni, scomparso da Aversa lo scorso 9 luglio, hanno posto sotto sequestro il garage sito nei pressi di via Argine, nel quartiere Ponticelli, a Napoli Est, in cui il ragazzo, purtroppo, sarebbe stato barbaramente ucciso. Gli inquirenti hanno sequestrato l'intera area, un garage appunto, sottostante ad un edificio di edilizia popolare, e l'adiacente autolavaggio abusivo in cui Vincenzo sarebbe stato cementificato dopo essere stato ucciso.

Il garage, affittato pochi giorni prima del delitto da Ciro G., dipendente civile della Marina Militare, reo confesso dell'efferato delitto: avrebbe ucciso il 25enne per gelosia, dal momento che non sopportava il rapporto tra Vincenzo e la sua fidanzata, Heven, coinquilina della vittima nell'appartamento che condividevano ad Aversa, in provincia di Caserta. Nel frattempo, i residenti della zona, ancora oggi, lamentano un terribile odore nauseabondo provenire dal garage, che nel frattempo è stato anche preso d'assalto dalle mosche.

L'omicidio di Vincenzo Ruggiero.

Ciro G., una volta confessato l'omicidio, aveva rivelato agli inquirenti di aver gettato il corpo di Vincenzo in mare. La verità emersa dalle indagini, però, è un'altra, ed è di una crudeltà inaudita. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, l'assassino avrebbe portato il 25enne nel garage di sua proprietà a Ponticelli: qui, averebbe cosparso di acido Vincenzo, l'avrebbe fatto a pezzi e poi cementificato in un buco nel pavimento, dove il corpo è stato ritrovato. O almeno, quel che restava del corpo. Le indagini hanno rivelato infatti che la testa e le braccia di Vincenzo non sono state ancora rinvenute. Nelle prossime ore, l'autopsia chiarirà le modalità con cui il corpo è stato smembrato e sotterrato, anche se sarà difficile risalire alle cause della morte, visto l'avanzato stato di decomposizione del cadavere.