"Per venti giorni abbiamo avvertito rumori inspiegabili". Sono queste le parole dei residenti di Ponticelli, raccolte da Fanpage.it, coloro che abitano nei pressi del garage, affittato da Ciro Guarente, l'assassino reo confesso, dove Vincenzo Ruggiero è stato fatto a pezzi e poi interrato nel pavimento di cemento tra il locale e il vicino autolavaggio. E poi, ancora, c'è chi mostra il vialetto di ingresso al garage e scuote la testa, incredulo per quanto accaduto. Sì, perché Ciro Guarente abitava nel quartiere: "È sempre sembrato un bravo ragazzo. Non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere da lui" dichiara un uomo che abita proprio a pochi passi dal luogo in cui si è consumato l'orrore.

Una ragazza, invece, anche lei residente nel condominio che sovrasta il garage, dice: "Per giorni ho sentito dei rumori strani. Come se qualcuno stesse adoperando un flex". La stessa ragazza, poi, dichiara di essere stata fermata da un uomo, probabilmente lo stesso Guarente, che le ha chiesto se stesse facendo troppo rumore. L'ultimo dettaglio inquietante, poi, che lamentano tutti, è l'odore nauseabondo che si levava dal garage in cui Vincenzo Ruggiero è stato massacrato.

Vincenzo, tagliato in due con una motosega.

Nel frattempo, ieri, sono emersi altri particolari inquietanti sulle modalità con le quali Vincenzo Ruggiero è stato fatto a pezzi. Anche se, stando a quanto ricostruito dai carabinieri di Aversa, che indagano sull'omicidio, il delitto vero e proprio sarebbe stato consumato nell'appartamento del 25enne, proprio nella cittadina in provincia di Caserta, l'orrore è avvenuto nel garage di Ponticelli, quartiere della zona orientale di Napoli. Decapitato, le braccia tagliate (un arto e la testa non sono ancora stati ritrovati), il corpo di Vincenzo sarebbe stato tagliato di netto, proprio all'altezza dell'ombelico, con una motosega.