Il corpo tagliato in due metà esatte con una motosega, proprio all'altezza dell'ombelico. Emergono dettagli sempre più inquietanti sulla morte di Vincenzo Ruggiero, 25 anni, ucciso e poi nascosto in una vasca di cemento all'interno di un garage abbandonato. Il suo assassino, Ciro Guarente, lo ha cosparso di acido, lo ha decapitato e gli ha tagliato le braccia. Il braccio sinistro e la testa del ragazzo ancora non sono stati trovati. Gli altri resti sono stati ammassati sotto vestiti e rifiuti e pronti per essere ricoperti di cemento e mattoni. Ha nascosto il corpo seguendo "una modalità mafiosa", sostiene la procura di Napoli nord.

Secondo quanto riporta il Mattino la scena è simile, molto simile, a quella del film "Non aprite quella porta" del regista Tobe Hooper. Analogo l'uso della motosega, analoghe le modalità di sezionamento del corpo. Il box è stato affittato dallo stesso Ciro Guarente il giorno prima del delitto e avrebbe pagato 50 euro per un mese intero, tempo che gli avrebbe consentito di nascondere il corpo in tutta calma. Il giorno dopo aver affittato il garage si sarebbe recato a casa del 25enne e lo avrebbe colpito, forse con una zappa. Poi, per nascondere il corpo, lo ha sezionato con una motosega. Come in un film di paura.

I vicini del garage: "Per venti giorni rumori inspiegabili"

"La mattina andavo da mia madre e mi lamentavo, mi chiedevo perché c'erano rumori in casa. Per venti giorno abbiamo sentito rumori, come se stessero ristrutturando una casa. Non vorrei sbagliarmi, forse anche un flex (una smerigliatrice ndr.), ma comunque di rumori se ne sono sentiti", ha raccontato una vicina alle telecamere di Fanpage.it . "Ultimamente si sentiva della puzza, ma noi qui abbiamo la fogna ovunque, pensavamo venisse da lì, anche perché non era una puzza continua, a volte si sentiva e a volte no", ha ricordato un altro residente.