Arturo, il 17enne accoltellato a Via Foria, mostra la cicatrice sul collo.
in foto: Arturo, il 17enne accoltellato a Via Foria, mostra la cicatrice sul collo.

Svolta nelle indagini per il ferimento di Arturo, il diciassettenne aggredito a via Foria, nel centro storico di Napoli, la sera del 18 dicembre scorso da un gruppo di ragazzini, che quasi lo sgozzarono lasciandolo a terra in un lago di sangue. Il cerchio si è stretto attorno ad un quarto indagato, un ragazzino che avrebbe (il condizionale è d'obbligo) fatto parte del gruppo di teppisti che ha ridotto in fin di vita il diciassettenne.

Tutto nasce da una foto, scattata tre giorni del tentato omicidio di Arturo: il ragazzino, diventato il quarto indagato nella vicenda, indossa un giubbotto verde militare ed ha il passamontagna che gli copre una parte del volto. In foto con lui ci sono altri due giovani già "noti" nella vicenda: c'è il "nano", a cui è abbracciato, riconosciuto qualche giorno fa proprio da Arturo durante un incidente probatorio. E c'è "kekko", il giovane interrogato lo scorso 22 dicembre scorso, che invece avrebbe un alibi di ferro, perché stava vendendo, nel momento dell'aggressione, pastori e presepi a San Gregorio Armeno. Il terzo giovane sotto la lente d'osservazione degli inquirenti frequenta invece un corso da pizzaiolo, ed ha già consegnato il proprio cellulare per farlo analizzare, sicuro che non emergerà nulla a suo carico.

L'ultimo avviso di garanzia, dunque, è arrivato ad un giovane chiamato "Genny", che venerdì sarà interrogato con il proprio avvocato difensore al Tribunale dei Minori di Napoli, sul quale ora pende un avviso di garanzia con l'accusa di tentata rapina ed omicidio. Indagine che però è resa complicata dall'assoluta mancanza di testimoni: un dato incredibile, considerando che via Foria è sempre affollatissima, e che l'aggressione è durata alcuni minuti. Ma stranamente, nessuno sembra aver "notato" quattro teppisti che quasi uccidevano un loro coetaneo.