Lo hanno aspettato in strada, in una zona isolata. E, appena è stato a tiro, hanno premuto il grilletto. Diversi colpi, per essere sicuri che non avesse scampo. È morto così Matteo Dello Ioio, incensurato di 41 anni di Gragnano, in provincia di Napoli, ritenuto legato ai gruppi criminali che si contendono l'enorme affare della marijuana sui Monti Lattari: tonnellate di marijuana coltivata sulle montagne che hanno trasformato la zona nella "Giamaica della Campania", il più importante centro di rifornimento per la malavita organizzata campana e non solo.

Il 41enne abitava in località Aurano, i sicari gli hanno sparato a pochi passi da casa sua intorno alle 21 di ieri, 25 giugno. Erano in scooter, lo hanno sorpreso mentre faceva jogging in via San Giacomo, all'altezza del civico 104, colpendolo al torace e al volto. Sul posto i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata per le indagini, sono state trovate quattro ogive; non si esclude il regolamento di conti per motivi personali, ma tra le piste più calde c'è proprio quella che porta alla faida per il controllo sul traffico di stupefacenti. L'agguato ricalca quello in cui è stato ucciso Antonino Di Lorenzo, ammazzato a fucilate mentre tornava a casa l'11 settembre scorso, a Casola di Napoli. Il 53enne, soprannominato ‘o Lignammone, era ritenuto dagli inquirenti coinvolti in affari di droga; sorvegliato speciale, è stato ammazzato mentre tornava a casa dopo aver firmato il registro nella caserma dei carabinieri.

Nella zona il controllo del traffico degli stupefacenti è da anni appannaggio del clan Di Martino. Proprio a Gragnano, a maggio, è sfociata nel sangue una lite tra ragazzi imparentati coi Di Martino e coi Carfora: il 17enne nipote del boss ergastolano Nicola Carfora detto ‘o Fuoco è stato ucciso a coltellate e suo cugino è stato gravemente ferito; per quella rissa sono stati fermati due giovani, uno dei quali imparentato con personaggi di spicco dei Di Martino.