Venti anni di carcere, per omicidio volontario. È quanto ha chiesto oggi, 2 luglio, durante il processo di secondo grado per la morte di Alessandra Madonna, il sostituto procuratore generale della Corte di Appello di Napoli Carmine Esposito. La ragazza era deceduta l'8 settembre 2017, a Giugliano in Campania, trascinata dall'automobile dell'ex fidanzato, Giuseppe Varriale; il ragazzo si è sempre difeso sostenendo di non essersi accorto che la ragazza si fosse aggrappata all'automobile e di averla trascinata senza rendersene conto. Prima dell'inizio dell'udienza di stamattina c'è stato un sit in davanti al Palazzo di Giustizia di Napoli, organizzato dall'associazione "La forza delle donne". Le prossime udienze sono fissate per il 9 e il 15 luglio 2019.

Durante l'udienza di oggi l'avvocato di parte civile, Massimo Batragliola, ha chiesto l'acquisizione di una puntata della trasmissione "Le Iene", che contiene un passaggio in cui si fa riferimento a un messaggio di cui parla un'amica di Alessandra. Ha anche fatto istanza di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale attraverso una superperizia medico legale preparata dal professore Bolino de La Sapienza per la famiglia Madonna. La Corte di Appello di Napoli ha rigettato entrambe le richieste ma ha acquisito una memoria difensiva.

Varriale, già processato in primo grado, è stato condannato a quattro anni e otto mesi per omicidio stradale colposo, il pm aveva chiesto una condanna a 30 anni per omicidio volontario. Dopo la condanna la madre della ragazza aveva tentato il suicidio in Tribunale minacciando di buttarsi da una finestra. Di recente è emerso che la famiglia Varriale aveva denunciato per stalking il padre di Alessandra, Vincenzo Madonna, e si era costituita parte civile al processo contro di lui.