Anm a caccia di soldi per salvarsi dal baratro del fallimento. Il 13 novembre si terrà l'udienza con i creditori in Tribunale per il concordato fallimentare, ma all'appello mancano circa 40 milioni di euro. Il Comune di Napoli, infatti, non ha ancora versato i soldi relativi al contratto di servizio per il 2018, in totale 54 milioni di euro. Si è fermi al primo trimestre dello scorso anno. I commissari Anm nominati dal Tribunale di Napoli hanno scritto a Palazzo San Giacomo chiedendo conto della situazione. Senza la copertura finanziaria, infatti, questa la preoccupazione, il concordato rischia di non passare. E l'azienda dei trasporti adesso batte cassa. Il 17 ottobre scorso, l'Anm ha diffidato e messo in mora la Città Metropolitana di Napoli per riscuotere circa 10 milioni di euro di arretrati. E ha inviato un'email di sollecito a pagare gli arretrati anche alla NapoliHolding, la società partecipata del Comune che controlla Anm. L'ex Provincia ha pagato il dovuto. Mentre in queste ore si sta cercando di risolvere la questione col Comune. Il tutto, mentre il Municipio ha fatto ricorso al Tar contro la Regione Campania sul riparto del fondo trasporti per la città di Napoli relativo al 2018.

Vertice urgente a San Giacomo, i debiti con Anm pagati con i soldi destinati ad Abc

Ore concitate a Palazzo San Giacomo, dove, per risolvere la situazione, mercoledì sera si è tenuto un vertice urgente con la ragioneria. Per scongiurare il fallimento dell'Anm, il Comune si è impegnato con un documento a versare tutti gli arretrati entro il 10 dicembre prossimo. Trovare i fondi però non sarà facile, perché a complicare la situazione c'è anche la difficile situazione finanziaria dell'Abc, l'azienda speciale dell'acqua pubblica comunale, che vanta circa 60 milioni di euro di crediti dal Comune. La coperta, insomma, è corta e a farne le spese potrebbe essere l'altra società partecipata di Palazzo San Giacomo.

Il braccio di ferro sui fondi tra Comune e Anm

Il braccio di ferro sul dare-avere tra Anm e Comune era scoppiato prima dell'estate. Ad aprile, l'azienda dei trasporti a corto di liquidi a causa dei ritardi nei pagamenti da Palazzo San Giacomo si era decisa a inviare direttamente le fatture, chiedendo 25 milioni di euro alla NapoliHolding, a saldo dei servizi di trasporto effettuati fino a giugno 2018. La questione della tempistica dei pagamenti ad Anm era stata, negli scorsi mesi, al centro anche di un dibattito tra il Comune e la Regione Campania. Un braccio di ferro legato anche alla quota di riparto dal fondo nazionale trasporti, gestito dalla Regione, che il Comune di Napoli a più riprese ha chiesto di aumentare. Al momento, infatti, il Municipio, con i 54 milioni stanziati ogni anno nel bilancio comunale per i trasporti pubblici, è l'unico d'Italia a finanziare con risorse aggiuntive così consistenti i servizi minimi di trasporto.

Il Comune fa causa alla Regione sui fondi per i trasporti

L'8 ottobre, Palazzo San Giacomo ha deciso di presentare ricorso al Tar Campania per annullare la delibera della giunta regionale della Campania 250 dell'11 giugno 2019 sui “Servizi minimi di trasporto pubblico locale”. Il Comune contesta in particolare l'entità dello stanziamento di 58,5 milioni di euro da parte di Palazzo Santa Lucia per la città di Napoli. Il Municipio aveva contestato il riparto, considerato esiguo rispetto alle esigenze della città, già per gli anni precedenti. Una decisione considerata “lesiva” per il Comune, a causa anche di “nuovi tagli – scrive – ai trasferimenti per il trasporto pubbico locale”.