Ci sono stati ieri 12 nuovi contagi da Coronavirus ad Ariano Irpino, provincia di Avellino, cuore dell'Irpinia e la situazione è sotto il monitoraggio della task force della Regione Campania , come testimonia il governatore Vincenzo De Luca durante la sua diretta social per fare il punto sulle situazioni in regione. "Ad Ariano Irpino – spiega – stiamo facendo migliaia di tamponi, dobbiamo capire se sono residui di vecchi contagi o casi nuovi. Vedremo in queste ore con gli epidemiologi di analizzare i 12 casi a uno a uno , ci auguriamo di non dover prendere nuove decisioni restrittive. Ma se Dio vuole abbiamo situazione sotto controllo. Dobbiamo fare attenzione ai singoli focolai". In serata l'Asl di Avellino ha chiarito che "non ci sono focolai ad Ariano Irpino".

Ariano Irpino, zona rossa fino al 22 aprile scorso

Ad Ariano Irpino, insomma, la paura che possa riprendere un focolaio di Coronavirus è ancora forte. Il Comune della provincia di Avellino è stato zona rossa per oltre un mese, dal 15 marzo al 22 aprile scorso. Un momento molto difficile per tutta la comunità. La decisione della Regione allora era arrivata perché degli allora 37 contagiati della provincia di Avellino, ben 21 erano residenti nel comune; probabilmente il virus si era diffuso durante una festa a cui avevano partecipato più di 200 persone. Ma gli ultimi dati sui contagi, a distanza di quasi due mesi, sono ancora allarmanti. "Ieri su 21 contagi in tutta la regione – ha spiegato il governatore Vincenzo De Luca – 12 erano ad Ariano. Stiamo facendo migliaia di tamponi, dobbiamo capire se sonore residui dei vecchi contagi o sono casi nuovi. Vedremo in queste ore di analizzare ad uno uno i 12 casi positivi di Ariano, ci auguriamo di non dover prendere decisioni restrittive". A stretto giro la replica di Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania: "Se qualcosa non va ad Ariano Irpino – scrive su twitter l'ex governatore – è per colpa di ordinanze sbagliate del Presidente della Regione e per inadempienze della ASL. La popolazione ha risposto con grande responsabilità".

L'Asl: "Non ci sono focolai ad Ariano Irpino"

"I contagi non rallentano ma non si tratta di nuovi focolai". Le rassicurazioni sulla situazione di Ariano Irpino arrivano dall'Asl, dopo che il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha paventato l'ipotesi di nuove restrizioni per la cittadina irpina prima zona rossa in Campania. I casi registrati nelle ultime 24 ore sarebbero essenzialmente l'effetto di convivenze con casi positivi già noti. La ricerca incessante da parte dell'Asl di Avellino e il Piano di campionamento promosso dalla Regione Campania attraverso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno – si legge in una nota – hanno consentito l'emersione di soggetti asintomatici che costituiscono oggi il principale obiettivo degli screening sulla popolazione, finalizzato al contenimento del contagio". Per l'Asl tutti i 12 casi comunicati, di cui 10 nel comune di Ariano Irpino, "sono riferibili a soggetti asintomatici, sottoposti ad indagini diagnostiche sia dall'Azienda Sanitaria Locale, mediante tamponi naso-faringei perché contatti di casi positivi, che dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Mezzogiorno mediante un'azione di vasto campionamento diffuso". I sei soggetti positivi e asintomatici residenti ad Ariano Irpino "sono da considerarsi contatti di casi positivi. I quattro rimanenti casi asintomatici, resi evidenti dall'azione di campionamento dell'Istituto Zooprofilattico – conclude la nota – sono riconducibili a soggetti impiegati in esercizi commerciali, insistenti sul territorio cittadino, esposti al contagio nella fase precedente alla chiusura della attività produttive".

Isole, da lunedì controlli al Porto con termoscanner

Anche ai traghetti e agli aliscafi da lunedì scatteranno i controlli in partenza e in arrivo a Ischia, Capri e Procida con termoscanner e tamponi ove necessario. Il discorso di De Luca è preoccupante quando si parla dell'autunno 2020: "C'è pericolo di ripresa del Covid che può essere scambiato anche con l'influenza normale che ha gli stessi sintomi di partenza. "Non dobbiamo farci scoppiare il problema in mano e fare come in altre parti d'Italia".