Il Prefetto di Avellino ha dichiarato cessato lo stato di emergenza proclamato nei giorni scorsi, in seguito al vasto incendio che ha distrutto una fabbrica di componenti plastici per batterie automobilistiche di Pianodardine, generando una nube di fumo nero che aveva sovrastato la cittadina campana e i comuni limitrofi. La Prefettura, a partire dalle 16 di venerdì, aveva consigliato di tenere chiuse porte e finestre di uffici e abitazioni nel raggio di 15 chilometri ma da ieri, 16 settembre, hanno ripreso le attività le scuole, i mercati e le manifestazioni pubbliche.

In queste ore l'Asl sta analizzando i terreni per verificare eventuali conseguenze della nube tossica su piante, vegetazione, acqua e suolo; nei giorni scorsi aveva disposto il divieto di raccolta e di utilizzo di prodotti ortofrutticoli. I dati sulla qualità dell'aria rilevati dall'Arpac sono risultati buoni, nella relazione consegnata alla Prefettura si legge che "non si evidenziano sforamenti dei valori di pm10 e pm 2.5, polveri sottili ed ultrasottili". Ulteriori controlli sono previsti sul fiume Sabato, per verificare l'impatto delle acque usate per spegnere l'incendio e poi finite nel corso d'acqua che è già compromesso dagli sversamenti abusivi di rifuti agricoli e industriali.

Nuovi monitoraggi su acqua e aria dopo l'incendio ad Avellino

Ulteriori controlli sono previsti per i prossimi giorni sulla qualità dell'aria e soprattutto sul fiume Sabato per verificare l'impatto delle acque usate per spegnere l'incendio e poi finite nel corso d'acqua che è già compromesso dagli sversamenti abusivi di rifuti agricoli e industriali. Proseguono parallelamente, intanto, le perizie dei Vigili del Fuoco, che stanno lavorando sul luogo dell'incendio per ricostruirne le cause; l'indagine, aperta per le ipotesi di reato di disastro ambientale e omicidio colposo, è coordinata dal procuratore capo Rosario Cantelmo ed è affidata al pm Cecilia De Angelis; al momento non ci sono indagati.