Il video della movida di Avellino, con giovani e meno giovani a cantare e ballare assieme al sindaco Gianluca Festa, finisce ora sui tavoli della Digos della Questura di Avellino. Acquisiti sia i video girati dalle centinaia di partecipanti, finite sui social network e che da lì hanno fatto il giro del mondo, sia quelli delle telecamere degli impianti di videosorveglianza presenti in via De Conciliis.

La Digos indaga: al vaglio anche la posizione del sindaco

La Digos vuole capire se durante lo "show" si siano verificati comportamenti contrari alle norme anti-contagio. Dopo la fase "virale" dei video, si passa dunque alle indagini: i partecipanti verranno identificati, assieme alle loro responsabilità e posizioni. Al vaglio anche la posizione del sindaco Gianluca Festa, con gli investigatori che presenteranno nelle prossime ore una informativa alla Procura di Avellino per i risvolti penali ed al prefetto Paola Spena per eventuali provvedimenti amministrativi.

La Regione: "Viva preoccupazione per quanto accaduto"

Anche la Regione Campania è furibonda: nelle ore successive alla diffusione del video, trasmesso anche da telegiornali nazionali, Palazzo Santa Lucia aveva fatto sapere di aver "scritto al Prefetto di Avellino, esprimendo viva preoccupazione per quanto si è verificato la scorsa notte nel pieno centro del capoluogo irpino dove, con documentazione di video e foto, si sono registrati assembramenti in palese contrasto con le Ordinanze regionali e le norme nazionali in vigore, con grave rischio sanitario. L'Unità di Crisi", ha spiegato ancora la Regione Campania, "ha chiesto alla Prefettura di mettere in campo tutte le azioni sanzionatorie e di contrasto al possibile ripetersi di tali gravi eventi.

Il sindaco di Salerno: "Festa si dimetta"

Non l'ha presa bene Enzo Napoli, sindaco di Salerno: i cori da stadio (da "chi non salta è di Salerno" a "noi non siamo salernitani"), ben udibili, sono avvenuti in presenza del sindaco Gianluca Festa, che dalle immagini non sembra fermarli ma anzi sembra quasi applaudirli. "Stento a credere che il sindaco di Avellino possa esporre a pericoli così gravi i suoi concittadini", ha commentato Napoli, "e stento a credere che inciti all'odio territoriale due popolazioni amiche. Stento a credere che non abbia ancora chiesto scusa e rassegnato le dimissioni", visto che secondo l'articolo 54 della Costituzione, ha ricordato ancora Napoli, "le funzioni pubbliche si esercitano con disciplina ed onore".