Doccia fredda per gli abitanti del Borgo Coroglio: perderanno la proprietà della propria casa, per molte famiglie l'unica abitazione. A rivelare il destino del rione popolare compreso all'interno del Sin (Sito Interesse Nazionale) di Bagnoli arriva un documento inviato agli abitanti da Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), incaricata di riqualificare l'area dell'ex Italsider.

Le case di Borgo Coroglio saranno espropriate dietro indennizzo o cedute tramite accordi consensuali. I residenti, per rientrare eventualmente nei nuovi alloggi che saranno realizzati al posto dei vecchi, dovranno ricomprarli ad un prezzo maggiore, che comprenderà i costi di costruzione e di riqualificazione. Nessuna altra agevolazione. Nessuna penale per i giorni di ritardo nella consegna dei lavori. Agli sfrattati, però, Invitalia assicurerà una sistemazione temporanea gratuita nei fabbricati che saranno costruiti all’interno del Sin, fino al completamento dei lavori nel Borgo.

"Troppi dubbi", La Regione Campania a giugno non ha firmato l'accordo col Governo e il Comune

Le incognite sul destino di Borgo Coroglio erano state uno dei motivi che aveva portato la Regione Campania a non firmare il Praru (Programma di Risanamento Ambientale e di Rigenerazione Urbana) con il Governo e il Comune di Napoli il 14 giugno scorso. Tra i punti critici sollevati da Palazzo Santa Lucia sul Borgo: “la mancata chiarezza sul progetto di recupero delle abitazioni, sulle modalità di indennizzo in caso di esproprio e sulle garanzie di rientro negli immobili”.

I chiarimenti di Invitalia sul destino di Borgo Coroglio

A chiarire il quadro adesso arriva il documento di Invitalia inviato ad alcuni residenti, che negli scorsi mesi avevano chiesto all'Agenzia di “non ricorrere agli espropri delle case”, ritenendoli “illegittimi”, in quanto a loro giudizio, il Borgo Coroglio sarebbe “oggetto solo di un programma di riqualificazione conservativa”. Ponendo poi anche altre domande e osservazioni, come la certezza dei tempi per il rientro nelle abitazioni, l'uso esclusivo di fondi pubblici per la riqualificazione, indennizzi e risarcimenti per i disagi legati ai traslochi.

Ma Invitalia ha bocciato tutte le richieste

“Le osservazioni non possono essere accolte” è scritto nella nota della società con le controdeduzioni. “La riqualificazione del Borgo Coroglio – spiega – è parte integrante del programma di rigenerazione urbana dell’intera area Praru e non si limita a interventi meramente conservativi”.

“Anche la riqualificazione di Borgo Coroglio è interesse nazionale”

“Le disposizioni finalizzate alla bonifica ambientale e alla rigenerazione urbana dell’area Praru – prosegue la nota – attengono alla tutela dell’ambiente”. E “la proposta di Praru deve contenere anche la previsione urbanistico-edilizia degli interventi di demolizione e ricostruzione e di nuova edificazione e mutamento di destinazione d’uso dei beni immobili, comprensivi di eventuali premialità edificatorie”.

Che fine farà il Borgo Cogoglio?

“La proposta di Praru – scrive Invitalia – contempla anche la riqualificazione integrale del Borgo Coroglio, anche con demolizioni parziali o totali, ricostruzioni, trasformazioni degli spazi, unificazioni tra unità immobiliari, al fine di soddisfare le attese di rigenerazione sia dello stesso borgo che, nel complesso, dell’area prospiciente il waterfront”.

Il rebus sul rientro nelle case

Tra i punti critici da parte dei residenti del Borgo Coroglio, viene “contestata la proposta avanzata nel Praru circa il reinserimento nell'abitato di Borgo Coroglio riqualificato a condizione che tengano conto dei costi di riqualificazione”. Il timore, insomma, è di dover essere costretti a sborsare grosse cifre, che non tutte le famiglie potrebbero permettersi, per poter rientrare nelle nuove case che saranno costruite fronte mare.

Invitalia, nel documenti chiarisce la questione. “Fermo restando l’esperimento delle procedure espropriative, ovvero, se possibile, il ricorso a modelli consensuali previsti dal Dpr 327 del 2001 -scrive – il reinserimento nel Borgo Coroglio è un’opportunità prevista in favore dei cittadini residenti alla data del 19 luglio 2017 (data di sottoscrizione dell’accordo interistituzionale tra Governo, Regione Campania e Comune di Napoli, nel quale è stata prevista la riqualificazione del Borgo Coroglio), finalizzata unicamente a riconoscere ai predetti, i quali avranno comunque diritto a percepire la giusta indennità in ragione del valore venale degli immobili espropriati, la facoltà di acquistare un immobile riqualificato nel Borgo Coroglio dietro corrispettivo da quantificarsi in ragione dei costi di riqualificazione”.

Gli alloggi in fitto gratuito per gli sfrattati

Risposta positiva, invece, alla richiesta dei residenti di riconoscere “una sistemazione temporanea per tutto il periodo dei lavori senza pagare alcun canone”. “Si conferma – scrive Invitalia – che nelle more della realizzazione dell’intervento di riqualificazione e sino al relativo completamento, saranno comunque adottate misure mirate a tutelare e garantire il diritto all’abitazione dei residenti del Borgo Coroglio, attraverso la messa a disposizione – senza previsione di canone sino al completamento dell’intervento di riqualificazione – di nuove abitazioni costruite all’interno dell’area Praru e, in particolare, in un lotto di circa 60.000 m³ edificabili, pari a circa il doppio di quelli attualmente occupati”.

“Nessuna penale per i ritardi nei lavori”

“Anche in ragione di ciò – prosegue la nota dell'Agenzia – è esclusa la previsione di qualsiasi penale per eventuali ritardi nella realizzazione dell’intervento di riqualificazione che, di fatto, è rappresentata dal permanere dell’obbligo di provvedere all’alloggio dei residenti”. I residenti, infatti, avevano chiesto che fossero “previste delle penali per ogni giorno di ritardo rispetto al cronoprogramma del progetto complessivo di recupero del Borgo Coroglio”.

L'ira dei residenti

Gli abitanti del Borgo Coroglio, intanto, sono sul piede di guerra. Molte famiglie non sembrano intenzionate a lasciare le proprie abitazioni e minacciano ricorsi amministrativi. “La riqualificazione del Borgo – spiegano gli abitanti – non sembra un interesse strategico per l'Italia come può essere la bonifica di zone inquinate o la costruzione di una ferrovia”. Mentre c'è chi ipotizza che in futuro possa essere offerto l'acquisto a prezzo vantaggioso delle nuove case costruite all'interno del Sin, dove saranno alloggiati gratis gli sfrattati, al posto delle nuove abitazioni a Borgo Coroglio più appetibili perché fronte mare. Ma non c'è nessun documento in proposito. Incerti anche i tempi dei lavori. Se le bonifiche dovrebbero essere completate entro la fine del 2023, inizio 2024, non è escluso che parallelamente si possa procedere già alla progettazione delle infrastrutture e delle opere urbanistiche e magari avviare anche le prime costruzioni sulle zone già bonificate.