Maria Ungureanu
in foto: Maria Ungureanu

È stata effettuata ieri pomeriggio, a Foggia, una seconda autopsia sul corpo di Maria Ungureanu, la bambina di 9 anni trovata morta tre anni fa nella piscina di un ristorante di San Salvatore Telesino, in provincia di Benevento. Il secondo esame autoptico era stato disposto ad aprile dal gip del Tribunale di Benevento, Giuliana Giuliano, che aveva accolto la richiesta di incidente probatorio avanzata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo. Al tempo stesso erano stati disposti nuovi accertamenti su un bottone dei pantaloni indossati da Daniele Ciocian, indagato per l'omicidio insieme alla sorella, e su un pantaloncino e una maglietta rinvenuti nella casa della bambina.

L'autopsia effettuata ieri pomeriggio, 3 luglio, è stata svolta dal dottor Cristoforo Pomara, perito del magistrato, alla presenza del consulente Marina Baldi, nominati dai genitori di Maria, e di Fernando Panarese, medico legale nominato da Ciocian. I periti hanno chiesto 60 giorni per la consegna dei risultati, che dovrebbero quindi essere pronti per settembre, quando ci sarà la nuova udienza davanti al gip.

La bambina era stata trovata nuda e senza vita nella piscina il 19 giugno del 2016. La prima autopsia aveva confermato che la piccola era stata vittima di abusi sessuali "reiterati nel tempo", quindi non limitati al momento prima del decesso, che era avvenuto per annegamento.

Per quella morte risultano indagati Ciocian, 22enne rumeno, accusato di violenza sessuale e omicidio, e i genitori della bambina. Il ragazzo, operaio e in Italia da oltre dieci anni e amico di famiglia, si è sempre difeso dicendo di non avere nulla a che fare con quella storia, e ribadendo che per lui Maria era "come una sorella".